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Giano Bifronte contro il cancro

Giano Bifronte contro il cancro. Giano Bifronte, noto anche come Padre Procreatore, è una delle divinità latine più antiche e ha ispirato il nome di un’importante scoperta scientifica ad opera di alcuni giovani biologi italiani che hanno studiato e scoperto un gene mutante bifronte anti-cancro: l’Onco-Giano se iniettato nelle cellule tumorali in bassa quantità ne stimola e ne favorisce lo sviluppo, ma aumentando le dosi ha la capacità di inibirne l’azione e fermare l’avanzata delle cellule cancerose che altrimenti continuerebbero a riprodursi.

Ricerca precaria. Il suo nome scientifico è MTND1 e coloro che hanno contribuito a compiere un passo avanti nella cura del male del secolo sono il Dott. Giuseppe Gasparri, il Professor Giovanni Romeo e il team di ricercatori dell’Università di Bologna: Ivana Kurelac, Mariantonietta Capristo, Luisa Iommarini, Anna Ghelli, Claudio Ceccarelli, Giordano Nicoletti, Patrizia Nanni, Carla De Giovanni, Katia Scotland, Christine M. Betts, Valerio Carelli, Pier Luigi Lollini, Michela Rugolo, Anna Maria Porcelli. I giovani ricercatori e il Professor Giovanni Romeo hanno lavorato su questo progetto, pubblicato ora dalla rivista Cancer Research, per 3 anni e con un finanziamento di 420.000 euro ad opera dell’Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Ciò che però allarma il Professor Giovanni Romeo e la comunità scientifica è che la Ricerca, la base per lo sviluppo del Paese, oggi è precaria e non finanziata opportunamente. Le stesse associazioni di carità come l’Airc non sono molte e pur essendo valide non hanno i fondi necessari per supportare ricerche costose come questa. Bisogna credere nelle potenzialità dei giovani italiani e dar loro il mezzo di svilupparle.

Valerio Statelli