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La NATO attacca il confine pakistano

Pakistan – Nella notte tra venerdì e sabato, elicotteri NATO provenienti dall’Afghanistan hanno bombardato un checkpoint pakistano situato nella zona tribale di Mohmand, nell’area di Salalah sul confine nordoccidentale del paese. La postazione di Sala è considerata la roccaforte più importante al mondo dei talebani di al Qaeda. Nel raid aereo sono stati uccisi 25 soldati, tra cui due ufficiali, e feriti altri 15. Testate pakistane alzano il bilancio dei morti  tra i 26 e i 28.

Un incidente non ricostruito e dalle dinamiche incerte – Così è stato definito l’attacco dal generale americano John Allen, il quale ha poi assicurato che la Forza Internazionale di Assistenza alla Sicurezza ( Isaf ) aprirà un’indagine dichiarando che “questo incidente richiama la mia massima attenzione personale” specificando l’”impegno a indagare in modo approfondito per stabilire i fatti”. Proprio ieri il governo pakistano aveva aumentato del 100% il prezzo del pedaggio sui rifornimenti NATO. Dopo l’attacco nella notte a cui è seguita una protesta formale, la reazione è stata ancora più decisa, portando allo sbarramento del Varco di Torkham, punto strategico chiave per il transito verso l’Afghanistan che rifornisce le forze NATO per circa il 30%. Sull’accaduto è intervenuto il Ministro degli Esteri pakistano definendo l’attacco “ingiustificato e indiscriminato”. L’azione ha di fatto inclinato ancor di più la stabilità dei rapporti bilaterali tra Washington e Islamabad.  La zona bombardata era un distretto posto sotto il controllo federale, ma governato da tribù Pashtun. Nonostante l’uccisione di Bin Laden avvenuta il 2 maggio scorso, il terrore della guerra al terrore continua.

 

Mario Paciolla