Marocco: il partito islamista rivendica un’ampia vittoria

Rabat – L’ufficialità dei dati elettorali non è stata ancora resa nota, ma nella notte tra venerdì e sabato, il partito moderato islamista ha rivendicato un’importante vittoria in base alla lettura dei dati parziali. Stando alle previsioni del vice-segretario generale del partito Lahcen Daoudi, il PJD avrebbe vinto a Rabat, Casablanca, Tangeri, Kenitra, Sale, Beni Mellal, ottenendo tra i 90 e i 100 seggi in tutto il paese rispetto agli 80, 90 previsti. Nel caso in cui le ipotesi di vittoria venissero confermate, il Marocco sarebbe ad una svolta storica e spetterebbe proprio al PJD gettare le basi importanti d’una nuova struttura democratica. Ispirato dal successo del Partito tunisino Ennahda, la nuova posizione moderata del partito favorirebbe il coinvolgimento con le forze laiche del paese, tenendo in conto le forze conservatrici per evitare una radicalizzazione delle posizioni pericolosa per le sorti della democrazia maghrebina. Inoltre l’ampio coinvolgimento delle donne rappresenterebbe già di per sé un importante segnale di cambiamento.

Bassa affluenza – Le elezioni tuttavia, sebbene si siano svolti nella calma e la tranquillità di un venerdì qualsiasi, hanno registrato una bassa affluenza alle urne, attestata al 45% dei 13,6 milioni aventi diritto al voto rispetto ai circa 22 milioni di cittadini maggiorenni. Rispetto al 2007 vi è stato un sensibile incremento dell’8%, ma considerando le aspettative di Mohammed VI, il quale aveva invocato una “rivoluzione attraverso le urne” con il progetto riformistico avviato mesi fa, l’entusiasmo è stato mitigato dalla consapevolezza di lavorare affinché il Marocco riconcili i propri cittadini alla politica.

In attesa dei dati ufficiali – In attesa del verdetto finale, c’è da dire che numerosi osservatori internazionali hanno evidenziato la regolarità e la correttezza del processo elettorale. “Non ho elementi per dire che ci siano state delle frodi” stando alla dichiarazione del radicale Matteo Mecucci.

Il processo democratico fin qui realizzato dal Marocco sarebbe dunque il primo ad essere stato innescato senza violenze ed il processo elettorale il secondo, dopo quello tunisino, a svolgersi regolarmente. Tuttavia la bassa affluenza e la manifestazione del 4 dicembre indetta dal Movimento 20 febbraio ricordano che la maggioranza del popolo marocchino è in attesa di risposte.

 

Mario Paciolla