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Morti sul lavoro, Napolitano: “non sono inevitabili fatalità”

In memoria dei quattro operai di Perugia – Si è celebrato ieri il quinto anniversario del disastro di Campello del Clitunio (PG) dove quattro persone persero la vita a causa di un’esplosione all’interno dell’oleificio dove lavoravano: il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto con un messaggio per portare il proprio cordoglio ed affrontare la tematica scottante  delle morti bianche.

Così parla Napolitano – Il Capo dello Stato ha espresso “vivo apprezzamento per le iniziative promosse in questi anni dall’Amministrazione comunale in ricordo delle vittime”,  sopratutto per la pubblicazione di un volume che raccoglie come un monito le immagini delle tragedia, ed ha affermato: “Al di là della drammatica complessità dei fatti e delle conseguenti difficoltà nell’accertamento, essenziale perché possa esservi giustizia, delle responsabilità che simili eventi spesso presentano, va in ogni caso rifiutata l’idea che si tratti comunque di inevitabili tragiche fatalità. Né alcun cedimento è ammissibile per ciò che deve essere l’impegno di tutti, istituzioni pubbliche, anche locali, mondo delle imprese, pubblica opinione, insieme con la vigile consapevolezza degli operatori, affinché la sicurezza e la dignità del lavoro abbiano quella valenza primaria che la Costituzione pone a fondamento della Repubblica“.

Tre vittime in ventiquattr’ore – Purtroppo la conta delle morti bianche non si è fermata neppure ieri, mentre si ricordavano le vittime dell’oleificio di Perugia: nella sola giornata del 25, tre persone hanno perso la vita sul posto di lavoro. La prima vittima si chiamava Rosario Spampinato, sposato e padre di due figli: è stato travolto dai calcinacci crollati dopo una devastante esplosione che ha deflagrato la fabbrica vicino Bergamo dove lavorava. La seconda caduta sul lavoro è una donna oristanese di 36 anni, Maria Cristina Allegretti, uccisa da una grossa cisterna di detersivo che le è caduta sulla testa mentre l’ultimo, Ioan Tohanean, operaio edile romeno di 53 anni, è rimasto schiacciato dai pannelli di legno che stava accatastando. Le vittime vivevano in tre città diverse svolgendo mansioni differenti e questo dovrebbe sottolineare la necessità di mettere in sicurezza i luoghi di lavoro perché sono molti e diversi i mestieri in cui, un piccolo errore o un momento di distrazione, rischiano di risultare fatali.

Irene Lorenzini