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RDC, scontri a Kinshasa prima delle elezioni

Repubblica Democratica del Congo – Lunedì prossimo 28 novembre circa 32 milioni di congolesi sono attesi alle urne per le nuove elezioni presidenziali e legislative. La campagna elettorale, svoltasi dal 28 ottobre e chiusa il 26 novembre, ha visto la candidatura di 11 presidenti e la presentazione di ben 18000 candidati per i 500 posti disponibili nel Parlamento. Il settimanale francese Jeune Afrique dichiara come da circa una settimana la violenza sia esplosa tra le strade di Kinshasa: edifici saccheggiati, scontri in piazza, dispute verbali e repressioni da parte della polizia locale.

La testimonianza – Stando alla testimonianza del fotografo Saleh Mwanamilongo dell’Associated Press, oggi durante una giornata di scontri scoppiati nei pressi dell’aeroporto, due manifestanti avrebbero perso la vita. La tensione sarebbe scoppiata in rivolta quando alcune forze di polizia avrebbero bloccato il convoglio di Etienne Tshisekedi, leader del partito Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale ( UDSP ) e principale ostacolo alla riconferma di Joseph Kabila del Partito del Popolo per la Resistenza e la Democrazia ( PPRD ), presidente in carica dal 2001 dopo l’assassinio del padre Laurent e vincitore delle ultime elezioni nel 2006. Entrambi avevano dichiarato venerdì di voler tenere l’ultimo meeting nello Stade des Martyrs, lo stadio più grande del paese e punto di ritrovo popolare più importante del paese. Alcuni incidenti sarebbero scoppiati già in mattinata. Quando poi il 4×4 rosso con a bordo Tshisekedi sarebbe stato fermato da 4 pick-up della polizia e un camion blindato, i supporter del leader in attesa fuori l’aeroporto avrebbero cominciato le proteste. Con l’arrivo di Kabila sarebbero volate le prime pietre. Per sedare il tumulto e disperdere la folla, la polizia avrebbe cominciato a sparare proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Ed è qui che la cronaca perde linearità. Mwanamilongo riferisce di aver visto almeno due corpi a terra dopo gli scontri, mentre le fonti locali diffuse nel pomeriggio parlano di un solo ferito. La stampa francese e quella britannica oscillano tra le due versioni dei fatti.

Il divieto – Dopo la rivolta il capo della polizia Jean de Dieu Olekoha dichiarato all’Agence France Press ( AFP ) che le circostanze sono anche da chiarire e che nel frattempo qualsiasi manifestazione è proibita, così da garantire la sicurezza a 48 ore dallo scrutinio finale.  Anche il voto del 2006, considerato il primo vero voto democratico dopo decenni di dittature e guerre civili, vide numerose rivolte sia durante lo svolgimento della campagna elettorale, sia successivamente alla conferma di Kabila. A questo punto sarà importante capire dopo 11 anni cosà verrà consolidato con il prossimo risultato elettorale: la democrazia, la leadership di Kabila o la democrazia kabiliana.

 

Mario Paciolla