Scaramucce tra Santoro e il Tg5: la storia infinita

Santoro, Tg5 – Giovedì sera, ormai come vuole la tradizione, è andata in onda una nuova puntata di Servizio Pubblico, visibile a questo punto un po’ dove vi pare: streaming, tv locali, ipad, proiettori nelle piazze. Nuova puntata, nuovo pianto. Questa volta zio Michele piange per una citazione per danni da parte di Mediaset che lo accusa di aver parlato di conflitto di interessi in una sua intervista. Furibondo per quello che ai suoi occhi è l’ennesimo tentativo di far tacere la sua voce incontestata di verità, Santoro ha colto l’occasione per un veloce contrattacco. “Questa citazione casualmente arriva dopo che Berlusconi ha chiesto a Masi e all’Agcom di chiudere Annozero (…)  e dopo che la scorsa settimana il Tg5 ha dedicato un clamoroso articolo al fatto che gli attentati ai ripetitori in Trentino ce li eravamo fatti da soli”.

La reazione del Tg5 – Pronta la risposta del Tg5. Mimun, infatti, non ci sta a passare per il cattivo e corrotto di turno. Ecco allora riproposta la sequenza incriminata. Il giornalista Carmelo Sardo ha così commentato: “Sono quattro righe, né più né meno, all’interno di un pezzo in cui si parlava di satira e dintorni, del divorzio di Santoro dal suo ex allievo Formigli, di una guerra dell’etere rancorosa e livorosa…”. Forse Santoro si sente un po’ troppo al centro dei pensieri altrui. Dov’è la verità? Chissà. Certo è difficile immaginare Santoro tutto intento a strappare cavi per sabotarsi il programma. Ma la faida tra Tg5 e Santoro è di vecchia data, proprio come ci ricorda il buon Sardo: “Insomma, un Santoro un po’ polemico e un po’ pinocchio, come quando ci accusò di avere taciuto un intervento anti-Casta di Beppe Grillo in Parlamento. Disse sciocchezze ieri e oggi, per non smentirsi, concede il bis. E noi pure”. Ora mi raccomando, non perdiamoci la puntata di giovedì prossimo.

Gianrico D’Errico