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Assegnato a Ol’ga Sedakova il premio Dante Alighieri

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Premio Laurentum – Il Centro Culturale Laurentum, in occasione della XXV Edizione del Premio Laurentum per la poesia, ha istituito per la prima volta il Premio Dante Alighieri e la vincitrice del prestigioso riconoscimento è la poetessa e letterata russa Ol’ga Aleksandrovna Sedakova.

La motivazione – Il Premio, che verrà consegnato il 12 dicembre nella suggestiva cornice del Tempio Adriano a Roma, ha l’obiettivo di dare “rilievo al poeta o letterato la cui produzione si sia contraddistinta, per valore culturale e importanza della riflessione sull’attualità, nel panorama internazionale della poesia e della letteratura contemporanee, apportando un significativo contributo all’arte, intesa come luogo di ricerca del destino“.
Il coordinatore della commissione, il professor Davide Rondoni, ha spiegato la motivazione alla base dell’assegnazione del riconoscimento: “Non è un caso che la prima edizione di un premio dedicato al più grande dei nostri poeti vada ad una voce importante e libera della poesia russa. I grandi poeti di quella tradizione, come Puskin e Mandel’stan hanno infatti avuto una grande passione per il nostro Dante”.

Ol’ga Sedakova – La poetessa russa ha espresso la gioia provata nel sapere di essere stata scelta, cercato di comunicare quanto sia onorata e ha voluto spiegare cosa rappresenti per lei Dante Alighieri: “Per un poeta sentire il proprio nome accostato a quello del sommo poeta Fiorentino crea nel contempo commozione e immensa gioia. La poesia dei venti secoli passati non  aveva un disegno piu’ ambizioso  del disegno di Dante.  Raccontare  –  in prima persona –  tutto il mondo, visibile e invisibile, i misteri dell’Universo e della storia umana  come un’esperienza personale, come un’avventura biografica. Di piu’: sentirsi uno dei protagonisti della storia della salvezza.  “Chi sono io – chiede Dante – per farlo?” A maggior ragione ce lo chiediamo noi.  Ci serve un nuovo Virgilio motivato da una Beatrice  per indurci a farlo.  Mentre la poesia europea dei secoli successivi (e la poesia russa come  parte di quella europea) procedeva per lo piu’ tenendosi a distanza da Dante, non osando toccare una materia cosi’  esigente, Dante e’ sempre rimasto un esempio incomparabile di cio’ che poesia puo’ essere quando  e’ animata dalla “verita’ che tanto ci sublima”.”Ho studiato Italiano proprio per leggere Dante in originale – spiega Ol’ga Sedakova –  Mi sono immersa in Dante fin dalla gioventu’ proprio perchè mi colpiva la presenza tangibile di un centro misterioso in ogni  parola, paragone, pensiero di Dante. Il centro – o una fiamma, “la fiamma antica” e sempre nuova, anche novissima. E’ la fiamma che brucia tutto cio’ che non e’ puro, che e’ precario –  e’ il centro da cui dipende la tua salvezza personale ovvero la tua morte. Dante e’ certo che il compito dell’essere umano sia  superare se stesso, “transumanare”, diventare una creatura nuova. Si deve giungere fino al punto della tua destinazione. Non basta tutto cio’ che esiste. E questo e’ il compito cristiano, cioe’ non opera dell’orgoglio, ma opera dell’amore e dell’ubbidienza. Questo suppone l’idea della poesia non solo come una grande ispirazione ma come un grande lavoro, un lavoro etico,  intellettuale, educativo, spirituale. Ammiro in Dante la poesia realizzata come un atto eroico. E questo e’ cio’ di cui il nostro tempo acutamente sente la mancanza. La scena storica della poesia attuale (per la poesia russa la definirei: la poesia dopo Mandel’stam, un poeta realmente dantesco) mi suggerisce  l’idea che oggi il cammino verso l’ intensita’ dantesca non sia da ricercarsi nel grande racconto epico, ma nella forma minore della poesia lirica estremamente compressa.”
Ol’ga Aleksandrovna Sedakova è una poetessa, traduttrice e narratrice ed è apprezzata anche dal mondo accademico internazionale e dai numerosi studiosi e critici che le hanno attribuito numerosi riconoscimenti durante la sua trentennale carriera.

Beatrice Pagan