Pakistan, la protesta del governo: La Nato non ha rispettato le leggi internazionali

Sembrano destinati a raffreddarsi i rapporti tra il Pakistan e gli Stati Uniti, in seguito all’attacco aereo da parte di velivoli della Nato contro un checkpoint pakistano situato nella zona tribale di Mohmand.
Nonostante la Nato abbia assicurato che un’inchiesta verrà aperta per appurare a chi appartengono le responsabilità di quanto accaduto, il governo di Islamabd ha reagito duramente a quello che – secondo molti – potrebbe non essere stato un semplice incidente, un episodio che comunque ha causato la morte di 24 militari pachistani in una zona vicino al confine con l’Afghanistan.
La prima mossa decisa dal Pakistan è stata quella di ordinare l’evacuazione, entro quindici giorni, della base militare statunitense situata nel sud del Paese. Una scelta che punta a sottolineare l’incrinatura delle relazioni con Washington.

Telefonata – Il ministro degli Esteri pachistano Hina Rabbani Khar ha, inoltre, telefonato al segretario di stato statunitense Hilary Clinton dichiarando che l’attacco aereo “nega i progressi fatti dai due Paesi per migliorare le reciproche relazioni” e come se non bastasse “dimostra il totale disprezzo delle leggi internazionali, della vita umana e della sovranità del Pakistan”.
Le scuse a Islamabad sono arrivate anche dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen che ha descritto quanto accaduto come “un tragico errore non intenzionale”.
Rasmussen ha poi aggiunto: “Ho scritto al primo ministro pachistano per affermare con chiarezza che la morte dei militari pachistani è inaccettabile al pari di quella dei militari afghani e internazionali“.

Simone Olivelli