I sospetti dei dipietristi sul governo Monti

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: sembrerebbe questo, allo stato attuale, il motto più gettonato tra i dirigenti dell’Idv. Il partito di Antonio Di Pietro non sembra aver sciolto definitivamente le riserve sul nuovo governo guidato da Mario Monti, al quale rimprovera scarsa trasparenza e parzialità nei rapporti intessuti coi partiti. “E’ come se il governo non si muovesse alla luce del sole”, ha notato il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi, che ha però aggiunto: “Non metteremo a priori il cappello sull’opposizione“.

No agli incontri carbonari – I rumors sugli incontri segreti tra il premier e i leader di Pdl, Pd e Udc hanno indispettito i dirigenti dell’Idv. “Non ci piacciono gli incontri carbonari – ha affondato Massimo Donadi – né le trattative da Prima Repubblica. Non ci piacciono gli annunci europei impressionati e nemmeno l’atteggiamento di Gianfranco Fini che ieri (due giorni fa, ndr) ha detto ‘entro la prossima settimana arriveranno i provvedimenti noti’. Noti a chi? – ha puntualizzato il capogruppo dell’Idv a Montecitorio – Parla come se li conoscesse già”. Per il dipietrista, insomma, il nuovo esecutivo starebbe prediligendo i movimenti chiaroscurali, tesi a cementare accordi sottobanco con gli schieramenti politici più “pesanti”.

Governo nell’ombra – “E’ come se il governo Monti non si muovesse alla luce del sole – ha rincarato Donadi – Non c’è uno schema di rapporti limpido, non c’è un rapporto paritetico con le forze che lo sostengono: ci sono dei cerchi concentrici di maggiore o minore coinvolgimento”. Parole che – tradendo una certa difficoltà a fidarsi completamente della nuova squadra di tecnici – hanno spinto molti osservatori a prefigurare un tempestivo passaggio dell’Idv all’opposizione, al fianco della Lega. “Faremmo lo stesso errore che fanno Pd, Pdl e Udc – ha smentito Donadi – Loro cercano di mettere a priori il cappello sulla maggioranza, noi non dobbiamo mettere a priori il cappello sull’opposizione”.

Maria Saporito