L’Ocse rivede le stime: Italia in recessione nel 2012

L’Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE), nel suo ultimo Economic Outlook riguardante l’Italia ha rivisto al ribasso le stime di crescita del bel paese. Dalla precedente previsione, che ipotizzava un p.i.l in crescita dell’ 1,1% nel 2011 e dell’1,6% nel 2012, si è passati ad un aumento dello 0,7% nel 2011 e un decremento dello 0,5% il prossimo anno.  La crescita, secondo l’Ocse, tornerà soltanto nel 2013, con un aumento di mezzo punto di p.i.l.

L’organizzazione indica al governo le priorità – Maggior flessibilità nel mercato del lavoro, tagli ai salari, soprattutto nel pubblico, che devono essere adeguati su base regionale, a seconda del costo della vita, con l’introduzione delle cosiddette gabbie salariali. Sono queste le prime riforme strutturali suggerite dall’Ocse al neo governo Monti per riuscire in quell’impresa di risanamento dei conti per cui è stato scelto questo esecutivo, senza la consultazione popolare. Oltre alle riforme indicate, il governo guidato dall’ex rettore della Bocconi, dovrà necessariamente rispettare il programma di risanamento dell’economia, stillato dai precedenti esecutivi.

Scenari internazionali – Anche il futuro della Zona Euro ed internazionale non è esattamente roseo, secondo le previsioni dell’Ocse. Secondo l’organizzazione c’è il forte rischio di “Un evento negativo maggiore nell’area dell’Euro”  che travolgerebbe anche il resto dei paesi dell’Ocse, che rischiano a loro volta la recessione ed un rallentamento dell’attività degli Usa e del Giappone. Per evitare ciò, il capo economista dell’organizzazione Pier Carlo Padoan suggerisce “Un rafforzamento del fondo salva Stati ed una maggiore possibilità di utilizzo del bilancio Ue”. Anche gli Eurobond, secondo Padoan, “Possono rivelarsi un ottimo strumento per la stabilizzazione del debito sovrano europeo”, se accompagnato da una maggiore integrazione fiscale ed economica della Zona Euro.

Luca Marrelli