Pagelle Siena-Inter: Castaignos decisivo, Zarate nullo, Vitiello insuperabile


Pagelle Siena-Inter – La linea verde dell’Inter continua a dare i suoi frutti. Dopo Coutinho e Alvarez, stavolta l’eroe di giornata è Luc Castaignos, che regala con una rete da grande attaccante tre punti insperati. Il giovane olandese castiga il Siena a un minuto dallo scadere in una partita che aveva vissuto di pochi sussulti e sembrava ormai indirizzata verso lo 0-0. Nel finale, poi, espulso Brienza. Per l’Inter arriva una vittoria che ridà ossigeno alla classifica: i nerazzurri appaiono a quota 14 proprio il Siena ma hanno sempre una gara da recuperare, quella contro il Genoa rinviata per l’alluvione che colpì il capoluogo ligure.

Pagelle Siena – Vitiello 7: nel primo tempo annulla Zarate e nel secondo non concede spazi a Obi. Il terzino senese si conferma uno dei migliori di questo inizio di stagione e con l’aiuto prezioso dei compagni sempre pronti a dargli una mano sui raddoppi, si rivela un baluardo insuperabile per gli avanti interisti. Brkic 6,5, Terzi 6,5, Del Grosso 6,5, D’Agostino 6,5, Terzi 6, Mannini 6, Gazzi 6, Bolzoni 6, Calaiò 6, Reginaldo 5,5, Larrondo 5,5, Brienza 5,5, Rossettini 5: in una partita perfetta una sola ingenuità, quella su Castaignos che costa la sconfitta a una squadra davvero ben messa in campo da Sannino (6,5) il vero valore aggiunto di questo Siena.

Pagelle Inter – Castaignos 7: entrato nella ripresa, combina poco fino a quando Ranieri non lo schiera nel suo ruolo, quello di punta. E il giovane olandese ricambia prima guadagnosi una punizione da posizione invitante e poi realizzando il gol decisivo, con una freddezza che solo i grandi attaccanti possiedono. Zanetti 6,5, Thiago Motta 6,5, Julio Cesar 6, Nagatomo 6, Alvarez 6, Samuel 5,5, Ranocchia 5,5, Cambiasso 5,5, Stankovic 5,5, Pazzini 5,5, Obi 5,5, Zarate 5: raddoppiato, a volte anche triplicato dagli avversari, perde costantemente palloni e dopo un po’ anche la bussola innervosendosi. Ranieri (6) giustamente lo sostituisce all’intervallo. Un po’ più azzardato il cambio di Alvarez, ma alla fine al tecnico romano gli è andata bene.

Miro Santoro