Parenti strage di Viareggio contestano TAV a Roma

“Con la realizzazione di questa grande opera credo si stia dando una di quelle prove che, in questo momento critico, abbiamo bisogno di dare all’Europa, al mondo e a noi stessi”.
Parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pronunciate questa mattina in occasione dell’inaugurazione della nuova stazione per l’alta velocità di Roma Tiburtina, alla presenza di una folta rappresentanza di esponenti del mondo industriale e politico del nostro Paese, fra cui spiccavano Gianni Letta e Giorgia Meloni per il PdL, Pierferdinando Casini per il Terzo Polo e Walter Veltroni per il PD: la nuova “maggioranza tecnica” al completo.
Di diverso avviso, tuttavia, erano alcune centinaia di manifestanti che hanno presidiato l’area esterna alla nuova stazione, contestando i vertici delle Ferrovie dello Stato e tentando di fare irruzione durante la cerimonia, fermati però dalle forze dell’ordine presenti in tenuta antisommossa.

Parenti delle vittime contro Moretti – In prima fila fra la folta schiera dei contestatori erano presenti i parenti delle vittime della strage di Viareggio, 33 fra donne, uomini e bambini portati via dalla drammatica esplosione del 29 giugno 2009, causata dal deragliamento di un treno merci che stava trasportando quattordici carri cisterna di gas GPL.
“Licenziare subito Moretti”, – si poteva leggere fra i cartelli esposti dai familiari delle vittime – “se non potrai di notte viaggiare, Moretti dovrai ringraziare”, “Moretti, Viareggio ultima fermata”. Alcuni rappresentanti del “Comitato 29 giugno” hanno poi tentato di accerchiare la “zona rossa” per raggiungere l’inaugurazione e poter interloquire con il Capo dello Stato, ma sono stati intercettati e caricati dalle forze di polizia presenti.
Già a settembre l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti era stato contestato a Genova, al grido di “vergogna” e “assassino” dai parenti delle vittime; dal 7 novembre scorso, inoltre, sulla credibilità di Moretti pesa anche il licenziamento, da parte delle Ferrovie, del ferroviere Riccardo Antonini, reo di essersi reso disponibile per il ruolo di consulente di parte civile nell’incidente probatorio per l’inchiesta sulla strage.

Anche i lavoratori contro le Ferrovie – Al sottopassaggio di Tiburtina, intanto, un gruppo di lavoratori armato di fischietti ha inscenato un presidio di protesta, contro le scelte dell’azienda che penalizzerebbe la qualità del trasporto pubblico su rotaia per i pendolari a vantaggio esclusivo di promuovere l’alta velocità.
Sempre questa mattina, infatti, in via Tiburtina gli addetti ai vagoni letto hanno occupato alcuni convogli, denunciando la volontà delle ditte che hanno in appalto il servizio di licenziare circa 800 lavoratori, con l’intento di ridurre il servizio e favorire così l’utilizzo dell’Alta Velocità che – come sostenuto nel corso della protesta – ha un costo insostenibile per la grande maggioranza dei cittadini.
Anche a Bari, intanto, gli addetti ai vagoni letto sono scesi in piazza dando vita ad un presidio permanente di fronte alla Stazione Centrale, incassando anche il sostegno del sindaco Michele Emiliano.

Mattia Nesti