Imprenditori veneti contro la Lega: Lasciate lavorare Monti

In tempi confusi come questi, con il governo “occupato” da tecnici che tentano di far quadrare i conti e i politici momentaneamente in panchina, può accadere che anche gli elettorati più granitici inizino a vacillare. Sta succedendo nel laborioso Nord Est, dove due giorni fa imprenditori, artigiani e sindacalisti si sono incontrati a Venezia per ragionare sul difficile momento. Ne è venuta fuori un’articolata discussione nel corso della quale a finire sul banco degli imputati è stata innanzitutto la Lega.

Il monito di Confindustria – Nel cuore pulsante dell’Italia che produce qualcosa inizia a non funzionare più. La crisi ha raggiunto anche il ricco Veneto e spinto imprenditori, manager e lavoratori a mobilitarsi prima che sia troppo tardi. La soluzione indicata dal Carroccio (che qui resta il partito più seguito) non piace affatto agli elettori che considerano la decisione di salire sull’Aventino un vero e proprio suicidio. “Sono esterrefatto dalla posizione della Lega e dalle parole di Bossi sul governo Monti – ha detto Roberto Zuccato, presidente della Confindustria di Vicenza – Peraltro nessuno dei leghisti veneti ne ha preso le distanze. In questi anni il Carroccio ha reso un pessimo servizio ai veneti: siamo una terra generosa e aperta ma per colpa sua – ha rincarato Zuccato – ci dipingono come gretti e razzisti. Quanto al nuovo premier, lo si lasci lavorare. Mi auguro che in Parlamento si trovino i numeri per le riforme perché siamo sull’orlo del baratro”.

La Lega rischia grosso – Un’apertura, quella al governo guidato da Mario Monti, in completa disarmonia con quanto sostenuto dalla dirigenza politica del Carroccio. “Non ci sono alternative a questo governo – ha riconosciuto anche il leghista “eretico” Bepi Covre, presente a Venezia in veste di imprenditore – Sono convinto che Monti ha la capacità e la possibilità di fare quel lavoro sporco che nessun governo politico, in questo momento, sarebbe in grado di fare”. Di più: “La posizione di Bossi è incomprensibile – ha rincarato Covre – ai tempi di mister spread che comanda e commissaria parlamenti e democrazie. Se la Lega non si chiarisce su questo punto, rischia il bagno di sangue elettorale. Tanto più che ci sono centinaia di sindaci in grande imbarazzo”.

Non è tutta colpa del Carroccio – A tentare una difesa del partito del Senatur è stata, invece, il segretario della Cisl del Veneto, Franca Porto, che – dopo aver posto l’accento sulla drammaticità della situazione occupazionale (nei prossimi mesi 50 mila lavoratori veneti potrebbero perdere il posto) – ha detto: “Sulla demonizzazione della Lega Nord, vorrei far presente che il centrosinistra non ha saputo produrre alternative credibili sopra il Po. Esiste un grande vuoto da colmare. La Lega è stato il partito che in questi anni ha saputo intercettare i voti dei ceti più deboli rimasti senza rappresentanza dai tempi della Dc e del Pci. Prima di accanirmi sul Carroccio, che peraltro non ho mai votato ed è lontano dai miei ideali – ha concluso la sindacalista – ci penserei due volte”.

Maria Saporito