Iran, attacco all’ambasciata: la Gran Bretagna ritira il personale diplomatico

Le scuse non son bastate. La Gran Bretagna, stando a quanto riferito da fonti vicine al ministero degli Esteri e rilanciato dalle principali agenzie di stampa, si appresta a ritirare – forse totalmente – il proprio personale diplomatico da Teheran.
La decisione è avvenuta a meno di ventiquattro ore dall’assalto all’ambasciata realizzato da alcune decine di studenti della capitale iraniana.
Dal Foreign Office britannico fanno sapere che “il primo ministro e il segretario agli Esteri hanno chiarito che garantire la sicurezza del nostro staff e delle loro famiglie è la nostra immediata priorità. Alla luce di ciò una parte dello staff sta lasciando Teheran”.

Reazioni internazionali – A commentare l’accaduto, che rimane inquadrabile nel momento di tensione che sta attraversando il paese guidato da Ahmadinejad, in seguito alla diffusione delle notizie circa l’ambiguità degli esperimenti nucleari che l’Iran porterebbe avanti da tempo, è stato anche il capo di stato americano Hilary Clinton che dalla Sud Corea ha dichiarato di ritenere l’attacco “un affronto non solo al popolo britannico ma anche alla comunità internazionale“.
Risposta piccata, invece, da parte del presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani che, facendo riferimento al clima internazionale che si sta creando intorno a Teheran, ha detto: “L’intervento frettoloso del Consiglio di Sicurezza nel condannare l’azione degli studenti è stato deciso per coprire precedenti crimini dell’America e della Gran Bretagna, mentre la polizia iraniana ha fatto tutto il possibile per riportare la pace. Questa azione subdola porterà instabilità nella sicurezza globale”.

Nella foto: il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani.

Simone Olivelli