L’India apre le porte agli stranieri nella grande distribuzione

Il Governo di Manmohan Singh, pressato dall’inflazione, ha approvato ieri l’apertura del mercato retail agli stranieri, in un paese dove sembrava impossibile la coesistenza di megastore come Wal Mart o Carrefour e di milioni di piccoli rivenditori. Alcuni membri del Bjp, il partito più liberista e populista, sono contrari perchè sono convinti che i negozianti al dettaglio piccoli e medi ne saranno danneggiati.

Nel 2° paese più popoloso del mondo (1,2 miliardi), il mercato del retail vale 450 miliardi di dollari. Nel 2010 gli investimenti stranieri diretti a Dehli sono calati del 32% a 23,7 miliardi, mentre Pechino ha visto un aumento del 6% a 101 miliardi.

Per superare il distacco dalla Cina, verrà chiesto un investimento di minimo 100 milioni, da indirizzare a catene del freddo, lavorazione, packaging e per garantire posti di lavoro locali. Il 30% delle merci dovrà provenire da piccoli produttori, e ci si appoggerà ad un partner indiano, la Pantaloon Retail, la più grande catena nazionale. Si conta su sviluppi positivi come la modernizzazione della catena di distribuzione delle merci, che oggi è ostacolata dal cattivo stato delle strade e dalla mancanza di mezzi di trasporto.