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Maxi operazione anti ‘ndrangheta: scattano le manette anche per un giudice

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Da Milano a Reggio per sconfiggere la ‘ndrangheta – Questa mattina, la Direzione distrettuale antimafia di Milano ha fatto scattare le manette per una decina di persone accusate di favoreggiamento nei confronti della ‘ndrangheta: a coordinare le indagini è stato il pubblico magistrato milanese Ilda Bocassini, ormai celebre per le numerose inchieste condotte contro la criminalità organizzata.

Numerosi fermi – A finire in arresto sono stati: un medico di Reggio Calabria accusato di concorso esterno in associazione mafiosa; Luigi Mongelli, maresciallo della Guardia di finanza colpevole di corruzione; Francesco e Giulio Lampada, Raffaele Fermigno e Leonardo Valle, sospettati di essere i boss di alcuni clan calabresi; gli affiliati alla ‘ndrangheta Gesuele Misale, Alfonso Rinaldi e Domenico Nasso; gli avvocati Francesco Cardone e Giovanni Marafioti; Francesco Morelli, consigliere regionale calabrese ed infine Vincenzo Giglio, giudice presso il tribunale di Reggio Calabria. Altre nove persone sono state interessate da ordini di custodia cautelare mentre la moglie del presunto boss Leonardo Valle, si trova in questo momento agli arresti domiciliari.

Presidente della Corte d’Assise in manette – Il fermo che desta maggiore scalpore è senza dubbio quello di Vincenzo Giglio, docente di diritto penale e presidente della corte d’Assise di Reggio: il giudice è accusato di favoreggiamento della criminalità organizzata messo in atto approfittando del ruolo ricoperto all’interno della sezione del tribunale preposta alla definizione delle misure di prevenzione contro la malavita. La notizia dei numerosi arresti è giunta poco fa anche al presidente della Regione Calabria che ha chiesto di poter leggere le carte per ricevere maggiori informazioni sull’accaduto.

Irene Lorenzini

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