Monti lavora a una manovra da 25 miliardi

Secondo le voci circolate ieri in maniera insistente, il nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti, starebbe lavorando a una manovra ben più impegnativa di quella fin qui ipotizzata, stimabile in una cifra vicina ai 20-25 miliardi di euro. Il motivo risiederebbe nella possibilità di non riuscire a scongiurare il rischio recessione nel caso in cui ci si limitasse a onorare gli impegni finora promessi. Da qui la decisione di formulare un piano b più severo, teso a centrare il pareggio di bilancio entro il 2013.

Una manovra “pesante” – Nel giorno in cui il premier Mario Monti e il nuovissimo viceministro all’Economia, Vittorio Grilli hanno raggiunto Bruxelles per partecipare alla riunione dell’Eurogruppo, i rumors su una manovra sempre più pesante hanno iniziato a guadagnare credito nel nostro Paese. Secondo i beniformati, infatti, il nuovo esecutivo starebbe mettendo a punto una manovra da circa 20 miliardi di euro (contro gli 11 ipotizzati in un primo momento) necessaria non solo a rimettere i conti a posto, ma soprattutto a scongiurare il rischio recessione che per l’Italia (e non solo) resta sempre dietro l’angolo. E da dove prenderebbe Mario Monti così tanti soldi?

La pensione in terza età – L’ipotesi più gettonata nelle ultime ore riguarda il sistema previdenziale, con la possibilità di concedere la pensione solo a chi ha maturato 41-43 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Un’ipotesi che ha seminato il panico tra gli italiani, che – calcolatrice alla mano – hanno realizzato che potrebbe andare in pensione in età più che avanzata. Ma non  basta, ovviamente: per rimettere a posto le finanze di Stato, Mario Monti dovrà escogitare ben altro, puntando presumibilmente su quelle misure impopolari che i partiti non hanno finora voluto benedire.

In volo a Bruxelles – Intanto nel pomeriggio di ieri il premier e il suo fresco viceministro all’Economia sono volati a Bruxelles per partecipare alla riunione dell’Eurogruppo. Sulla sua scrivania, il presidente del Consiglio ha trovato un documento che si aspettava, sul quale stava sostanzialmente scritto che – stando alle indagini dei commissari europei spediti a Roma per vigilare sulla situazione –  l’Italia dovrebbe impegnarsi di più, predisponendo “misure aggiuntive” utili ad evitare il tracollo finanziario.Chissà se dopo aver parlato con loro e dopo aver illustrato le misure definite “sorprendenti” dalla Merkel, Mario Monti è riuscito a tranquillizzare i colleghi europei.

Maria Saporito