Corruzione: “L’abuso di potere delegato per il beneficio proprio”

21 – L’Indice di Percezione della Corruzione (IPC)

Berlino – E’ stato presentato nella capitale tedesca l’annuale ranking della Transparency International (TI) che dal 1995 elabora l’Indice di Percezione della Corruzione (IPC) a partire da diversi studi e inchieste sui livelli percepiti di corruzione nel settore pubblico. I dati raccolti sono il frutto di 17 inchieste effettuate tra dicembre 2009 e settembre 2011 in 183 paesi, supervisionati e passati al vaglio di 13 istituzioni mondiali quali la Banca Mondiale, alcune banche asiatiche e africane per lo sviluppo e il Foro Economico Mondiale.

I dati – Utilizzando una scala di valori da 0 a 10 in un rapporto inversamente proporzionale tra livello di trasparenza e livello di corruzione, è emerso che con un punteggio di 1.0 la Somalia e la Corea del Nord sono i paesi più corrotti al mondo, seguiti da Myanmar e Afghanistan (1.5). Nelle posizioni di testa della classifica, al primo posto si trova la Nuova Zelanda, con un punteggio di trasparenza quasi cristallino attestato al 9.5, seguita a ruota dai paesi scandinavi: Danimarca, Finlandia (9.4) e Svezia (9.3). Per quanto riguarda l’Eurozona è stato osservato che i paesi con maggiori problemi finanziari sono anche quelli che occupano le ultime posizioni europee. La Grecia con un 3.4 si piazza in 80° posizione, mentre l’Italia con un 3.9 occupa il numero 69 della classifica con Ghana, Macedonia e le isole Samoa. Meglio invece la penisola iberica con Portogallo (6.1) e Spagna (6.2) rispettivamente in 31° e 32° posizione. Interessante anche vedere in che modo abbia influito o meno la rivoluzione araba nel calcolo dell’IPC: la Tunisia (3.8) tra i paesi coinvolti è in testa al sottogruppo in 73° posizione, mentre l’Egitto (2.9) è alla 112° piazza. Nelle retrovie troviamo la Libia (2.0) in 168° posizione. Tra le grandi potenze la Germania e il Giappone (8.0) condividono il 14° posto, precedendo la Gran Bretagna (7.8 e 16°), gli Stati Uniti (7.1 e 24°) e la Francia (7.0 e 25°). Tra i BRICS infine, basandosi sulle posizioni in classifica l’ordine sarebbe SBCIR, impronunciabile ma indicativo: Sudafrica ( 4.1 e 64°) al primo posto seguito da Brasile (3.8 e 73°), Cina (3.6 e 75°) e India (3.1 e 95°). In ultima posizione la Russia con addirittura un 2.4 e la 143° posizione.

Soluzioni – Alla presentazione dell’IPC a Madrid è intervenuto Jesús Sánchez Lambás, membro della direzione TI España, il quale ha sottolineato come la corruzione sia un “male sistemico nel mondo” che colpisce indifferentemente ricchi e poveri. La crisi inoltre non ha migliorato in alcun modo la situazione e ovunque si sono alzati imponenti cori di protesta, dagli Indignados spagnoli e europei, fino al movimento Occupy Wall Street, passando per la figura di Anna Hazare e l’India Against Corruption. Tra le  cause principali individuate, figura la mancanza di un apparato istituzionale forte che riassume di per sé tutta una serie di provvedimenti riformistici quali l’applicazione di norme specifiche contro la corruzione, l’esistenza di un bilanciamento Governo-Parlamento equilibrato, la creazione di sistemi giudiziari indipendenti  e organismi di controllo forti, l’accesso libero all’informazione e un appello alla politica affinché i partiti e i rispettivi leader ricomincino ad esercitare quel ruolo tradizionale di gatekeeper per limitare l’azione invasiva dei gruppi d’interesse. Infine la trasparenza come antidoto decisivo contro la corruzione per un  obiettivo definito dagli esperti raggiungibile.

 

Mario Paciolla