Iran, Stati Uniti sanzionano Banca centrale di Teheran: salirà il prezzo del greggio?

Interferire con l’esportazioni del greggio. E’ questo l’obiettivo perseguito dal Senato statunitense che ha approvato all’unanimità le prime sanzioni nei confronti del governo iraniano, come risposta alla mancanza di chiarezza fatta da Teheran circa i presunti sviluppi di tecnologie nucleari in campo militare.
L’Iran da settimane è  al centro dell’attenzione di buona parte dei paesi della comunità internazionale che, con toni diversi, hanno confermato l’esigenza di mettere pressione sul governo guidato da Mahmud Ahmadinejad, con l’obiettivo di metterlo alle corde per poi portarlo a collaborare con le richieste fatte dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).

Prezzo del petrolio – L’Adnkronos ha riportato le dichiarazioni fatte dal leader della maggioranza del senato americano Harry Reid: “Le azioni dell’Iran – ha detto Reid a margine della votazione – sono inaccettabili e costituiscono un pericolo per gli Stati Uniti e il mondo intero“. Il senato nello specifico ha deciso di mettere in atto sanzioni contro la Banca centrale iraniana.
A ipotizzare i futuri scenari che si materializzeranno in seguito a questa decisione, ci ha provato l’agenzia di stampa Il Velino che riporta le dichiarazioni rilasciate all’emittente Bloomberg da Mark Dubowitz della Foundation for Defense of Democracies: “La banca centrale (iraniana, ndr) è diventata un intermediario vitale per gli acquirenti di greggio iraniano visto che le sanzioni esistenti hanno limitato le possibilità di accesso dell’Iran al settore finanziario internazionale per la gestione del commercio di petrolio”.
Il Velino, d’altra parte, ha dato voce ad alcune indiscrezioni secondo cui la Casa Bianca nutrirebbe dei dubbi circa l’efficacia della sanzione, poiché “puntare direttamente all’export di greggio verso l’Asia e l’Europa rischia da un lato di incrinare il fronte internazionale contro il programma nucleare iraniano, dall’altro di far aumentare il prezzo del barile“.

Simone Olivelli