Michele Cucuzza e la pausa di riflessione della Rai

Michele Cucuzza, Rai – E’ proprio vero che il mondo della televisione sa essere crudele con i suoi protagonisti. E non parliamo certo di gieffini dell’ultima ora dimenticati e fatti uscire dallo scarico del water. Se la metafora ha toccato il vostro animo non prendetela come una cosa personale: si tratta di un dato oggettivo, i concorrenti dei reality e tutti i tipi che vedete avvicendarsi sugli schermi televisivi sono tutti sfruttati per poi diventare spazzatura televisiva. Tutto questo per dire che esiste anche gente seria, che fa il suo lavoro con impegno, serietà e dedizione. E torniamo sempre allo stesso problema. La Rai si comporta da multinazionale privata, ma quando lo capiranno che giocano a fare gli imprenditori con i soldi nostri?

Panchina per Michele Cucuzza – Oggi sposiamo la causa di Michele Cucuzza, storico presentatore de La vita in diretta, dal 1998 al 2008. Sostituito poi dall’ingresso di Lamberto Sposini è passato alla conduzione di Uno Mattina, per poi essere sostituito anche dal programma della mattina. Sulle pagine di Vero si confessa: “Ci tengo a chiarire che non ho assolutamente l’astinenza dal video. Posso assicurare che è così. Ma mi piacerebbe riuscire a trovare una collocazione adeguata nei palinsesti televisivi per dare un contributo, magari con un programma nuovo. Io ho fatto tantissime cose, dal telegiornale sino ai primi passi dell’infotainment in Italia con La Vita in Diretta, una trasmissione che ho contribuito a creare. Anzi, quando ho cominciato a condurla era quasi uno scandalo che un telegiornalista potesse occuparsi di personaggi dello spettacolo”. Rispetto a ciò che circola in Rai, Cucuzza non ci sembra affatto male.

Gianrico D’Errico