Sinistra: altro che Monti, bisogna colpire i ricchissimi

C’è chi dice no. Mancano i dettagli, ma le linee generali della nuova manovra targata Mario Monti sono già segnate: reintroduzione di una tassa sulla prima casa, intervento sulle pensioni per estendere il contributivo, magari arrivando a quota 43 e bloccando l’indicizzazione delle pensioni rispetto all’inflazione, riforma del mercato del lavoro attraverso l’aggiramento dell’articolo 18 e maggiore flessibilità/precarietà, innalzamento dell’IVA su tutti i beni, compresi quelli di “prima necessità” su cui l’aliquota passerebbe dal 4 al 5%.
Il Parlamento voterà, come impone il nuovo “galateo dell’emergenza”, tutte le norme ad ampia maggioranza. Fra chi sta fuori, tuttavia, crescono le voci di dissenso.

Rifondazione Comunista a Congresso – Domani, infatti, si aprirà a Napoli – alla Mostra d’Oltremare, sede anche di una storica Festa dell’Unità dell’allora PCI berlingueriano – l’ottavo congresso del Partito della Rifondazione Comunista.
In un’intervista rilasciata oggi a “L’Unità” il segretario del partito Paolo Ferrero ha spiegato che “noi arriviamo a questo congresso con 500 delegati, 40mila iscritti e […] per costruire un’unità a sinistra per un’alternativa a questa politica neoliberista”.
“Le misure annunciate da Monti sono recessive. – si legge ancora nell’intervista – In Italia c’è bisogno di una patrimoniale molto secca, l’1% sopra il milione di euro, per arrivare progressivamente al 2%. Dai nostri calcoli si recupererebbero oltre 20 miliardi, mentre altri 20 potrebbero derivare fissando un tetto alle pensioni alte: 5mila euro netti, così come per il cumulo delle stesse”.
“Questo governo – ha concluso – intende attuare una politica di continuità rispetto al passato. […] Noi parliamo a tutta la sinistra sociale, sindacale, culturale, delle associazioni e dei movimenti, che a tutt’oggi continuano a non trovare rappresentanza nei partiti che sono in Parlamento”.

Tutti per la patrimoniale a sinistra – Anche per Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Partito dei Comunisti Italiani (federato con il partito di Ferrero nella Federazione della Sinistra), le linee guida tratteggiate fino ad oggi da Monti sono da bocciare.
L’idea di partire dalle pensioni è un’idea miope, ingiusta, priva di un disegno strategico, unicamente per fare ‘cassa’ nel brevissimo periodo. – recita una nota diffusa dal partito – Se è vero, come dice il ministro Passera che stiamo entrando in recessione, bisogna sostenere i consumi e tassare i grandi patrimoni. Su questo tema è necessario costruire un fronte ampio, a partire dalla Cgil, dalla sinistra politica e sociale, fino a chi nel Pd, eventualmente, fosse contrario”.
Un forte slancio unitario, rivolto a sinistra, che assume credibilità alla luce delle dichiarazioni rilasciate ancora in serata dal leader di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola che, pur tenendo ben a mente la “foto di Vasto”, proprio non ci sta a digerire la ricetta dei “tecnici”.
“Se l’aria non diventa quella della giustizia sociale la reazione del popolo italiano sara’ amara. – ha risposto a chi gli chiedeva di commentare la manovra di Monti – In questa situazione drammatica c’e’ bisogno di una patrimoniale pesante per ridistribuire la ricchezza verso il basso. Altrimenti non ci potra’ essere crescita. Il vero scandalo e’ che la ricchezza sia in mano di pochi”.

Mattia Nesti