Egitto, futuro governo islamista? Non è certa la sintonia tra Fratelli Musulmani e salafiti

Pochi giorni dopo la conclusione del primo atto delle elezioni parlamentari in Egitto, si ragiona già sui possibili futuri scenari politici che caratterizzeranno Il Cairo. Certo, il tutto avviene nell’ambito della precarietà, poiché i risultati ottenuti in nove delle ventisette provincie egiziane non è detto che vengano replicati nelle future votazioni, ma questo non toglie il gusto dato dal ragionare su ciò che sarà degli equilibri parlamentari in un paese che al momento sembra più vicino alla guerra civile – si ricordino i numerosi scontri a piazza Tahrir tra i giovani della rivoluzione e l’esercito che detiene il potere dalla scorsa primavera – che alla democrazia.

Islamisti – A uscire per adesso vincitori dalle urne, in maniera insindacabile, sono stati i Fratelli Musulmani a cui sarebbero andati circa il 40% delle preferenze. Un’altra formazione islamista che ha ottenuto numeri più che stimabili è quella vicina al movimento salafita, che si è attestato intorno al 20%.
Le due percentuali, quindi, hanno fatto immaginare un possibile futuro parlamento a matrice totalmente islamica, ma tuttavia ciò pare non essere una logica conseguenza. Infatti, se i salafiti continuano a rappresentare il fronte più integralista dell’Islam, sconfinando spesso in diverse regioni dell’Africa e del Medio Oriente nel terrorismo, perseverando in visioni della vita che fanno a pugni con l’ideale democratico – si pensi, ad esempio, al ruolo delle donne -, i Fratelli Musulmani da tempo portano avanti un processo di restyling della propria immagine e collocazione politica, al punto da riuscire a instaurare un dialogo anche con gli Stati Uniti.
Tutto ciò per dire che non pare certa un’alleanza tra salafiti e Fratelli Musulmani, messa in atto nell’ottica di un’islamizzazione politica dell’Egitto. Un dirigente di questi ultimi, Essam el-Erian, ha di recente dichiarato che la prossima maggioranza sarà formata da un insieme di movimenti, compreso il minoritario partito liberale.

Nella foto: Essam el-Erian.

Simone Olivelli