New York, confessa l’assassino di Rita Morelli: Gli spiriti mi hanno ordinato di agire

Ha confessato l’omicidio addebitandolo però agli spiriti da cui sarebbe stato posseduto e che gli avrebbero ordinato di uccidere Rita Morelli, la studentessa di 36 anni uccisa il 23 novembre scorso a New York, nella zona est di Harlem.
L’assassino si chiama Bakary Camara, ha 41 anni, è originario dello Zambia e viveva nel Bronx. A quanto pare, a unire carnefice e vittima era stata la passione del primo per l’italiana, sentimento non corrisposto e che dunque aveva gettato nella frustrazione Camara.
L’uomo la sera del delitto avrebbe raggiunto in casa la donna e, dopo una breve discussione, l’avrebbe aggredita soffocandola e pugnalandola ripetutamente; poi, da una cabina telefonica, aveva anonimamente informato la polizia newyorchese della presenza del cadavere.
E’ stato l’elemento vocale a trarre in errore Camara. Le forze dell’ordine, giunte nella residenza della Morelli, hanno trovato il cellulare di quest’ultima e, telefonando ai recapiti che comparivano nel registro delle ultime conversazioni, hanno riscontrato la similitudine della voce con il telefonista anonimo.

Resistenza – Barricatosi in casa, Camara ha tentato di resistere alla polizia fino al punto di tentare il suicidio, pugnalandosi con violenza al petto. Gli agenti, però, dopo essere entrati nell’abitazione e aver chiamato i soccorsi, che prontamente gli hanno prestato aiuto, lo hanno arrestato.
Adesso toccherà agli psichiatri capire quanto abbiano influito le possibili turbe psichiche a portare l’uomo a uccidere la studentessa italiana. Lui, per adesso, ha solo dichiarato che a impadronirsi di lui è stato “qualcosa di cattivo che mi ha costretto ad agire“.

Simone Olivelli