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Adesso si può pagare in contanti fino a 2500 euro

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L’obiettivo è ridurre il “nero” che in Italia vale oltre il 20% del Pil e sottrae alle casse dell’erario 180 miliardi d’euro l’anno. Il tentativo sarebbe quello di abbattere la soglia di utilizzo del contante a quota 300-500 euro dagli attuali 2500. Soglie così basse non esistono altrove. I biglietti da 500 euro sono quasi introvabili e rappresentano in valore il 34,89% sul totale delle banconote in circolazione. In Italia gli esercizi commerciali sono 1,5 milioni; il 60% di negozi e ristoranti possiedono un Pos per i pagamenti con carte di credito; il 63,6% degli italiani hanno almeno un Bancomat; solo il 31,6% degli italiani ha una o più carte di credito; ma anche chi ha tessere di ogni tipo le utilizza con il contagocce. Il 90% delle transazioni è basato sulle banconote. L’Italia è il Paese in Europa con più carte emesse ma l’ultimo per il loro utilizzo. Oggi nemmeno alle poste si può pagare con carte di credito. Secondo alcuni esperti con il taglio a 300-500 euro dell’uso del contante, si prevede una fuga dall’Italia dei nuovi ricchi; russi e cinesi in testa, che arrivano da noi con banconote di taglio grande per fare shopping di alta gamma.

Per le banche la guerra al cash sarà un business: incasseranno commissioni su commissioni. Su tutte le commissioni fatte tramite Pos i commercianti pagano una commissione calcolata in percentuale sul totale transato; sui Bancomat la fee si aggira sullo0,40% ma sulla carta di credito la media è di 2-3%, con punte di 4 % e più per il circuito American Express. Sono due i beneficiari della fee: la banca che ha emesso la carta di credito (issuer) e quella a cui fa capo il Pos (acquirer), in genere all’issuer va lo 0,90%, il resto va all’acquirer.

L’ultima legge di stabilità ha introdotto per i benzinai l’esonero per tutti i pagamenti fatti con carta di credito per importi inferiori a cento euro. Gli esperti vorrebbero che questa misura fosse estesa a tutti i settori merceologici.