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Pagelle Inter-Udinese: tra i nerazzurri si salvano Julio Cesar e Faraoni, Isla il migliore

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Pagelle Inter-Udinese – L’Udinese sbanca San Siro con un gol di Mauricio Isla al 28’ della ripresa. I friulani vincono 1-0 e si portano in testa alla classifica appaiando il Milan. Le emozioni sono tutte concentrate negli ultimi venti minuti di gara: dopo il gol del cileno, arriva il rigore di Di Natale parato da Julio Cesar con la prima espulsione in una lunghissima carriera per Javier Zanetti. Al 90’ c’è un rigore anche per l’Inter, ma Pazzini scivola sul dischetto e calcia in curva. Il Pazzo che cade è un po’ l’immagine dell’Inter di questi tempi, una squadra che non sta in piedi e che sprofonda nei bassifondi della classifica con soli 14 punti raccolti in 12 gare.

Pagelle Inter – Julio Cesar 6,5: sempre attento quando viene chiamato in causa, ha anche il merito di tenere aperta la partita parando il rigore a Di Natale. Una prodezza che però non basta. Faraoni 6, Samuel 5,5, Ranocchia 5,5, Thiago Motta 5,5, Stankovic 5,5, Zanetti 5, Chivu 5, Cambiasso 5, Milito 5, Nagatomo 5, Alvarez 4,5, Pazzini 4,5, Zarate 4: gettato nella mischia a metà ripresa per dare un po’ di qualità alla squadra, finisce per fare solo confusione, perdere palloni importanti e schiantarsi senza soluzione di continuità contro il muro della difesa bianconera. Bocciato, ancora una volta. In confusione ci è andato anche mister Ranieri (5).

Pagelle Udinese – Isla 7: gioca praticamente a tutto campo, con diligenza e la maestria di un veterano oltre a siglare il gol della vittoria. È pronto per una grande squadra. Chissà se Moratti non ci pensi… Benatia 6,5, Danilo 6,5, Asamoah 6,5, Floro Flores 6,5, Handanovic 6, Basta 6, Pinzi 6, Armero 6, Torje 6, Di Natale 5,5, Ferronetti 5: provoca il rigore che poteva costare i tre punti e si fa anche espellere ingenuamente. Da rivedere. Guidolin (7) e la sua Udinese ormai non sono più una sorpresa: la squadra è una macchina perfetta con meccanismi ben oliati e il suo tecnico meriterebbe finalmente un’esperienza con una grande squadra.

Miro Santoro