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Perù Disordini nella più grande miniera di rame e oro

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Il maggior investimento minerario del Perù, quello di Mina Conga del valore di 4,8 miliardi, rischia il collasso a causa delle proteste degli ambientalisti. Dopo sei giorni di scontri con la polizia, le società Newmont, statunitense e Buenaventura, del Perù, hanno deciso di interrompere i lavori per lo sviluppo della miniera, che dal 2014 dovrebbe produrre fino a 680 mila once d’oro e 107 mila tonnellate di rame l’anno. Lo stop è giunto dal governo del Perù. Nei giorni scorsi i disordini avevano costretto l’unico aeroporto della regione,Cajamarca, a chiudere. I gruppi che sostengono il progetto, appoggiati da numerosi politici locali, rifiutano di trattare e continuano a insistere per la revoca dei permessi ambientali che Newmont e Buenaventura avevano ottenuto. Ollanta Humala, il nuovo presidente, è stato eletto in giugno grazie al fatto che ha promesso di riorganizzare i rapporti con le miniere del Paese, stimolando gli investimenti e redistribuendo i profitti tra la popolazione. 50 milioni di dollari promessi rischiano di rimanere sulla carta se lo sviluppo a Conga dovesse arenarsi.

Il Perù è il 3° fornitore di rame e l’8° d’oro al mondo.

Altre proteste, concernenti rivendicazioni salariali, si sono momentaneamente concluse in Perù: dopo due mesi di sciopero, i lavoratori della miniera di rame di Cerro Verde, di Freeport Mc Mo Ran, sono tornati al lavoro dopo la promessa di un prossimo accordo.