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Sciopero in Gran Bretagna del pubblico impiego

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Uno sciopero senza precedenti ha sbarrato il 62% delle scuole ed edifici pubblici in vari luoghi della Gran Bretagna e a Londra. Gli aeroporti hanno rallentato, i porti si sono quasi fermati. 30 mila operazioni sono state cancellate dal servizio sanitario, un terzo dei dipendenti degli enti pubblici è rimasto a casa: due milioni di persone in rivolta contro la riforma delle pensioni. Lo sciopero ha colpito il tessuto profondo del Paese anche se i piani di emergenza allestiti dal Governo hanno resistito al colpo.

Gli aeroporti di Heathrow e Gatwick hanno potuto reagire grazie al personale improvvisato chiamato a gestire il controllo delle frontiere, un settore particolarmente colpito dalle agitazioni, alcuni voli sono stati cancellati.

La riforma previdenziale per porre fine a una lunga serie di benefici concessi alle categorie dei dipendenti pubblici è stata duramente contestata. L’offerta del premier David Cameron è quella di aumentare i contributi del 3,2% di media a carico dei lavoratori, di elevare l’età pensionabile di alcuni iscritti ai fondi privati della previdenza pubblica a 67 anni e di eliminare dal 2015 il final salary scheme che permette di avere un assegno calcolato sulla base dell’ultimo salario. Secondo l’Office for Budjet responsibility, il piano di George Osborne, il Cancelliere, non sarà sufficiente ad arginare la crisi: non saranno sufficienti altri cinque anni di austerity, raddoppiare da 400 mila a 710 mila i numeri di posti di lavoro pubblico cancellati, ipotizzare una crescita del Pil che sarà una frazione di quella promessa, raggiungere 15 miliardi di ulteriori tagli alla spesa; tutto ciò rischia di non bastare per arrivare nel 2017 con il deficit azzerato.