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Dopo l’incontro della Lega a Vicenza riapre il Parlamento Padano

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Incontro a Vicenza – A quasi cinque anni dal febbraio 2007, ultimo incontro del Parlamento padano, e a quattordici dalla prima riunione, avvenuta il 9 novembre 1997, anche allora con la Lega all’opposizione, Bossi nella giornata di ieri è tornato a convocare l’Assise padana nei padiglioni della Fiera di Vicenza, dove sono attesi i parlamentari nazionali ed europei, i consiglieri regionali, i sindaci, i presidenti di provincia. Ingresso libero anche per i militanti doc, quelli con tessera Som, socio ordinario militante. La Lega è tornata così a rispolverare vecchi slogan, del tipo “L’indipendenza parte da Vicenza” o “La Padania non è l’Italia”, ma con un vigore e una durezza che sembrava aver perso negli ultimi anni. Sembra una vera rinascita, quella che è avvenuta ieri in Veneto; una nuova edizione della Lega?d’opposizione, con strategie, obiettivi e alleanze da definire nello scacchiere politico post Berlusconi.

Il Parlamento Padano – La presidenza del Parlamento Padano è stata affidata a Roberto Calderoli, che ha subito affermato: “Subito un coordinamento stretto tra le regioni del Nord, per la separazione consensuale come per la Cecoslovacchia”. Roberto Castelli, Flavio Tosi, Fabrizio Bricolo sono stati nominati vicepresidenti, mentre Seganti, Ballardini, De Filippo e Pastore saranno i nuovi segretari del nuovo parlamento padano. Standing ovation della folla riunitasi per l’occasione, per le parole del leader del Carroccio, Umberto Bossi: “La Padania vincerà. Lo stato italiano ha perso la partita. E’ la fine di una guerra economica che L’Italia ha perso e la Padania ha vinto”, ha detto il Senatur, ricordando che “alla fine delle guerre si riscrivono i trattati e la Lega deve puntare a costruire l’Europa dei popoli non quella degli stati. Adesso – aggiunge – siamo pronti a partire. Quando si parla di Padania – ha proseguito Bossi – poi la gente arriva perché la gente è stanca di essere oppressa e vuole uscire da sistema centralista come quello italiano” e chiede la secessione. E l’obiettivo della “Padania libera” che i leghisti chiedono a gran voce è da perseguire “combattendo e lottando compatti, poi la storia farà la sua parte”.

Le parole del neo presidente – Dal palco, Roberto Calderoli, neo presidente del parlamento padano, ha subito chiarito alcuni aspetti dell’iniziativa leghista: “Se non ci viene concessa un po’ di libertà noi siamo titolati ad andare a prendercela, un po’ di libertà” –  e ha annunciato le prossime mosse e il nuovo programma da portare avanti. “La prossima proposta di modifica della Costituzione andrà a toccare l’articolo che afferma che l’Italia è una e indivisibile (…). Prendiamo atto che il governo cancella il ministero delle Riforme, caro Monti, ma significa mettere una pietra sul federalismo”. “Non mi sento più di andare a proporre la solita modifica della Costituzione– ha aggiunto Calderoli – non credo più a questo parlamento: una cosa di cui non si può non tener conto è che per i due terzi il parlamento è espressione del centro sud del Paese”. Di conseguenza, secondo l’ex ministro, “va seguita la strada che viene utilizzata in Svizzera, dove un certo numero di elettori può proporre direttamente una modifica singola o complessiva decidere della Costituzione e il voto viene messo nella mani del popolo. Il popolo dovrà decidere se essere costituente o no”.

Maria Rosa Tamborrino