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Pensioni: Le lacrime del ministro Fornero

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Le lacrime del ministro del Welfare – Potrebbe essere l’immagine simbolo della manovra ‘salva-Italia’ del governo Monti quella di Elsa Fornero, ora ministro del Welfare ma fino a ieri professore e tra i massimi esperti di previdenza, che, parlando dei sacrifici che il governo chiede ai pensionati, scoppia a piangere nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. Scoppia in lacrime il ministro quando parla della misura decisa dal Governo sulla deindicizzazione. Dopo aver illustrato gli interventi previsti dalla riforma previdenziale, la Fornero passa poi ad annunciare i sacrifici chiesti sul versante della deindicizzazione delle pensione, parola, quella di «sacrifici», che non riesce però a pronunciare e che la fa sciogliere in lacrime. “I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell’anno della sua introduzione da risparmi. È un meccanismo lungo. E allora abbiamo dovuto, e ci è costato anche psicologicamente, chiedere un sacrificio”. A togliere il ministro Fornero dall’imbarazzo della sitauzione è stato il premier Mario Monti, che ha preso subito la parola per continuare l’illustrazione delle misure previdenziali con grande disinvoltura e padronanza della materia.

La manovra ‘salva – Italia’ – Contributivo pro-rata per tutti a partire dal 2012, abolizione delle pensioni di anzianità con il sistema delle quote, flessibilità nell’uscita dal lavoro con incentivi per chi resta fino a 70 anni: queste le linee delle riforma delle pensioni illustrata dal ministro del welfare, Elsa Fornero.??Le maggiori novità riguardano senza  dubbio le donne che dal 2012 potranno andare in pensione a 62 anni (fino ad arrivare gradualmente a 68 anni nel 2018), mentre per gli uomini restano i 66 anni. Sarà possibile lasciare anticipatamente il lavoro con 41 anni di contributi per le donne e 42 anni per gli uomini. Chi poi vorrà andare in pensione prima dovrà però pagare una penale, mentre per coloro che resteranno a lavorare fino ai 70 anni ci saranno degli incentivi in termini di assegno finale. Nasce dunque la necessità di una misura per fare cassa in tempi brevi: la misura da attuare a questo punto è lo stop all’indicizzazione automatica dei trattamenti. Ma sono salvi i trattamenti fino a 960 euro (due volte la minima) che avranno l’adeguamento al 100%. E questo grazie alle risorse che verranno recuperate dalla tassazione sui capitali scudati.??Il ministro del welfare Fornero ha inoltre confermato l’aumento dei contributi per commercianti, artigiani e settore agricolo, mentre per i giovani con partita iva ”abbiamo esteso i congedi di maternità e paternità e aggiunto qualche tutela di salute”. Infine sarà chiesto ”un contributo di solidarietà alle pensioni più ricche e avvantaggiate”. Il ministro Fornero, durante la conferenza stampa, si è poi soffermata sulla flessibilità del pensionamento. ”Trovo paradossale – ha sostenuto – che lo Stato, che non ci dice quando dobbiamo sposarci o comprare casa, ci debba dire quando andare in pensione. Per questo lasciamo libertà nella decisione a partire da un’età minima e prevedendo incentivi a chi prolunga l’attività lavorativa”. Ora resta da capire se la terapia intrapresa dal governo Monti in completa adesione ai dettati dell’Unione Europea e agli auspici dei mercati finanziari, sia tale da risollevare la malata Italia o non piuttosto a provocargli una depressione definitiva.

Maria Rosa Tamborrino