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L’ombra della censura sull’India: verranno vietati i contenuti offensivi per politici e religiosi

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Nessuna volontà censoria. Il ministro delle Comunicazioni indiano Kapil Sibal ha tenuto subito a gettare acqua sul fuoco delle possibili polemiche, che potrebbero nascere tra gli internauti del paese asiatico, in seguito all’annuncio di un nuovo regolamento che punterà a disciplinare la pubblicazione dei contenuti sul web.
Nello specifico l’obiettivo del governo di New Delhi è quello di evitare che sui siti web, blog e social network possano comparire testi e immagini che vadano a offendere l’immagine di personalità politiche e religiose.
Un pensiero, questo, che, se osservato tramite la prospettiva di chi detiene il potere e ha interesse a mantenerlo, si fa davvero difficoltà a non interpretarlo come l’espressione di un intento ben più radicato: ridurre quanto più possibile il dissenso o tutt’al più incanalarlo sui binari dell’innocuità.
Il ministro indiano, in un incontro con i responsabili dei principali social network e portali web,  ha dichiarato: “Non sarà una censura, ma un modo per evitare la diffusione di scritti e foto che sono diffamanti“.

Moralità e polizia – Negli scorsi giorni, la cronaca nazionale indiana era arrivata sui media occidentali per la curiosa iniziativa portata avanti dalla polizia di Ghaziabad, impegnata a perseguire un particolare tipo di comportamento illegale: i baci in pubblico. In quell’occasione, il responsabile delle forze dell’ordine si difese alludendo al bisogno di riportare la moralità e il decoro per le strade delle città indiane.

Simone Olivelli