Province contro Monti: La casta non siamo noi

L’idea di essere immolati da soli all’altare della crisi non piace affatto agli amministratori provinciali. Nel corso dell’assemblea nazionale dell’Upi (Unione Province italiane), convocata ieri e oggi a Roma, il coro di “no” ai tagli annunciati dal governo Monti si è levato compatto e granitico. “La casta non siamo noi”, ha scandito il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, “spalleggiato” da Nicola Zingaretti, che ha invitato l’esecutivo a rivolgere altrove la propria attenzione.

I costi oltre le Province – La drastica razionalizzazione delle Province annunciata due giorni fa dal presidente del Consiglio, Mario Monti, ha fatto infuriare i diretti interessati. “La casta non siamo noi – ha detto ieri il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione – e i dati lo dimostrano. Ammonta a 7 miliardi di euro il costo degli enti intermedi nel nostro Paese, di cui 2,5 miliardi vengono spesi solo per i consigli d’amministrazione: ecco i veri costi della politica“. Concetti che Castiglione ha rinforzato anticipando i risultati di un’indagine condotta dall’Università Bocconi, secondo la quale la soppressione delle Province comporterebbe un ulteriore peggioramento della situazione economica nazionale. “Se spostassimo le funzioni delle Province ai Comuni e alle Regioni – ha spiegato Castiglione – l’efficienza dei servizi diminuirebbe ed aumenterebbero i costi“.

Consorzi da abolire – Ad alzare la voce è stato anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha liquidato come scelta demagogica quella di imporre una “dieta dimagrante” alle sole amministrazioni provinciali. “Ha vinto l’anti-politica a tutti i costi – ha detto – la voglia di dare qualcosa in pasto all‘opinione pubblica per distoglierla da altri provvedimenti. Quello che costa davvero all’Italia sono gli enti di secondo livello, consorzi, autorità, università agrarie, nominati dalla cattiva politica e che nessuno vuole mai toccare. Chi oggi guida le Province – ha ricordato Zingaretti – lo fa perché è stato votato da milioni di italiani e questo non va mai sottovalutato”.

Maria Saporito