Egitto, partiti islamici si confermano nei ballottaggi. Artisti impauriti minacciano esilio

I risultati dei ballottaggi della prima tranche delle elezioni legislative in Egitto hanno confermato il trend registrato al primo turno. I partiti maggiormente sostenuti dall’elettorato del paese arabo sono quelli islamisti, con in testa la formazione politica che si ricollega al movimento della Fratellanza musulmana.
A fare un quadro della situazione all’indomani di questo secondo voto – che ha continuato a interessare soltanto un terzo dei distretti in cui è diviso l’Egitto – è stato un lancio dell’agenzia di stampa Asca in cui si legge: “I Fratelli musulmani hanno accresciuto il vantaggio nella prima fase delle elezioni del dopo Mubarak in Egitto. Il loro partito Libertà e Giustizia ha ottenuto 36 dei 54 seggi in palio al secondo turno, mentre nel voto separato sui partiti, che vedrà assegnati oltre 100 seggi, ha ottenuto il 36,6% dei voti, contro il 24,4% di Al-Nur, il partito islamico fondamentalista. I Fratelli Musulmani, organizzazione per decenni messa al bando dal regime, dovrebbero ottenere la supremazia anche nel voto sui seggi individuali”.

Il futuro dell’arte – Tra coloro che sono più in apprensione, per quel che riserverà il domani in Egitto, vi sono gli artisti, intimoriti dall’idea di doversi ritrovare a fare i conti con leggi partorite da un governo totalmente a vocazione religiosa. In molti sono quelli che non hanno esitato a ipotizzare una fuga all’estero nel caso in cui la prossima maggioranza parlamentare dovesse mostrarsi conservatrice e ostile alla libertà d’espressione.
Tuttavia dai Fratelli musulmani – formazione che nel corso del tempo pare aver abbracciato una corrente più moderata dell’islamismo – continuano ad arrivare rassicurazioni. Abd al-Rahman al-Barr, il mufti dei Fratelli Musulmani egiziani, ha dichiarato: “L’Islam non vieta l’arte e la cultura e lo Stato non può esserne privato. Tutti questi discorsi sono privi di fondamento e mirano solo a suscitare la paura degli islamici”.
Il mufti ha però ricordato che l’Islam “respinge la nudità, la dissolutezza e il disprezzo delle religioni. Questi sono i principi su cui si basano le leggi esistenti e che devono solo essere messe in pratica”.

Simone Olivelli