Fini difende la manovra: E’ indispensabile per evitare il peggio

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha partecipato ieri al congresso regionale di Fli a Trieste. L’occasione ideale per passare in rassegna tutti i punti più spinosi del momento, soffermandosi anche sulla necessità di dare il via alla manovra messa a punto dal nuovo governo. Il leader di Fli ha anche rimarcato l’urgenza di procedere lungo la via delle riforme e di intervenire sui costi della politica.

La manovra sotto l’albero – “La manovra del governo è certamente indispensabile per evitare il fallimento dell’Italia. Penso che nessuno si possa assumere la responsabilità di bruciarla. L’approvazione arriverà in tempi solleciti, prima della pausa natalizia”. Per Gianfranco Fini non esiste alternativa possibile alla strada indicata dall’esecutivo tecnico nominato da Mario Monti. Il presidente della Camera, intervenuto ieri a Trieste, ha anzi assicurato i presenti sulla tempestività con cui il testo (assai chiacchierato) verrà approvato in Aula, prefigurando un inizio 2012 all’insegna della nuova manovra.

Oltre il sistema bipolare – Ma il leader di Fli ha voluto parlare anche d’altro. “Credo che la madre di tutte le riforme – ha detto – dovrebbe essere quella in capo al Parlamento di rivedere il nostro sistema bicamerale e, di conseguenza, di rivedere il numero complessivo dei parlamentari, legando la legge elettorale ad un nuovo Parlamento con un Senato delle Regioni, o una Camera delle autonomie, e un minor numero complessivo di parlamentari”. Un cambiamento che, a suo avviso, dovrebbe incidere sui costi della politica: “Quello che costa della politica – ha spiegato Fini – è quell’enorme piramide di luoghi di decisione che si sono moltiplicati a dismisura nel corso del tempo. Il fatto che non si sia riformato il nostro sistema istituzionale, specie dopo aver introdotto il federalismo, ha prodotto un proliferare di luoghi di rappresentanza, ma anche di costi. Non è vero che la politica è la casta del malaffare – ha sottolineato il numero uno di Montecitorio –  ma ci sono rami secchi che vanno tagliati e devono essere tagliati con convinzione”.

Verso una grande alleanza – Quanto alle intese da cementare: ”Non credo che si debbano fare alleanze come nel passato, mettendo insieme quante più forze possibili solo per battere l’avversario – ha spiegato Fini alla platea di Trieste – Le alleanze vanno costruite sulla base di alcuni valori condivisi e di un progetto per governare. Mettiamoci insieme non contro qualcuno, ma per qualcosa”. E riferendosi specificatamente al Terzo Polo: “Non sia la sommatoria di tre sigle – ha scandito Fini – ma qualcosa di più ampio del cartello formato oggi dai tre soggetti politici. Voglio rivolgere un appello al Paese per una grande alleanza – ha concluso il leader di Fli – soprattutto oggi che la politica sta rifinendo se stessa, in presenza di una situazione difficile ma certamente più affascinante”.

Maria Saporito