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Israele: scandalo Katsav. L’ex presidente in prigione

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Ramleh – Per la prima volta nella storia d’Israele, un ex presidente viene incarcerato. Mercoledì mattina il presidente Moshé Katzav è stato trasferito nel carcere di Ma’asyahu, vicino Ramleh, città a sud di Tel Aviv, dove dovrà scontare una pena di 7 anni dopo l’accusa per stupro e molestie sessuali.

Le accuse – La condanna alla reclusione è stata comminata in base all’accusa di stupro avvenuto durante il periodo in cui era Ministro del Turismo negli anni ’90, insieme alle accuse di molestie sessuali e abusi da parte di alcune sue dipendenti mentre ricopriva la carica presidenziale. A conclusione di un processo durato 18 mesi a partire dalla condanna emessa nel dicembre 2010, Katsav ha sempre proclamato la propria innocenza accusando lo Stato d’Israele di “seppellire un uomo vivo”. Tuttavia la decisione della Corte Suprema, dopo aver respinto il ricorso del 10 novembre scorso, è stata presa all’unanimità. Intervenuto al riguardo, il Ministro della Giustizia Yitzhak Aharonovitch ha dichiarato che questa è la piena dimostrazione di come la legge israeliana sia uguale per tutti. L’ex presidente sarà quindi recluso in un’ala speciale riservata ai prigionieri ebrei religiosi, sorvegliato 24 ore su 24 affinché non cerchi il suicidio. E’ stata inoltre reso noto che Katsav condividerà la cella già occupata da Shlomo Benizri , vecchio Ministro della Sanità e degli Affari Sociali, condannato nel 2009 per corruzione a 4 anni di prigione.

Il personaggio politico –  Nato in Iran e emigrato in Israele nel 1951, Moshé Katsav comincia un’intensa carriera politica che lo introdurrà al Knesset nel 1977. Agli inizi degli anni ’90 diventerà capogruppo del partito nazionalista e conservatore Likud, oltre a essere eletto capo della lega parlamentare di amicizia Israele – Cina. Dopo aver ricoperto per circa dieci anni la carica di Ministro del Turismo, il primo agosto 2000 diviene l’ottavo presidente d’Israele, sconfiggendo a sorpresa l’altro candidato Shimon Peres. Il 13 giugno 2007 è costretto a lasciare la carica presidenziale per lo scandalo che lo ha condotto in prigione, lasciando il paese nelle mani dello stesso Shimon Peres.

 

Mario Paciolla