La Circulaire Guéant de la France c’est la honte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:21

“Liberté, Egalité, Fraternité” – La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1795 affermava che la “Libertà consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui”. L’Uguaglianza implicava che la legge è uguale per tutti ed infine la Fratellanza veniva definita con queste parole: “Non fate agli altri ciò che non vorreste essere fatto a voi; fate costantemente agli altri il bene che vorreste ricevere”. Tre parole che contengono i valori essenziali di una delle rivoluzioni più grandi alla quale l’umanità abbia mai assistito e sul quale la Francia, così come il resto del mondo occidentale, ha fondato il futuro delle proprie istituzioni. Il motto nazionale della Repubblica Francese è iscritto come un comandamento divino sulle porte della capitale, quasi come un invito a chiunque volesse condividere la grandezza umanitaria di un paese cha da sempre ha rappresentato l’avanguardia storica del multiculturalismo  e dove da sempre artisti, poeti, filosofi, esiliati politici, o semplicemente migranti provenienti da tutto il mondo hanno trovato una terra dove poter liberamente esercitare il proprio diritto alla vita.

Multiculturalismo o Nazionalismo? – Il pluralismo culturale è sempre stato un elemento fondante della società francese, capace di catalizzare generazioni straniere in cerca di un posto accogliente dove poter crescere i propri figli. Generazioni di africani, sudamericani e asiatici sono nati e cresciuti all’ombra della Tour Eiffel, colorando le pareti grigie degli edifici haussmanniani  con la vivacità dei quartieri di Belleville, Barbés o il più famoso Quartier Latin. Generazioni di cinesi, marocchini, indiani, algerini, brasiliani, messicani, congolesi che hanno contribuito nel corso degli anni tanto alla crescita economica, quanto alla crescita sociale di un paese che da sempre si pone come l’incarnazione e il custode dei valori culturali dell’intera umanità. Una dichiarazione di solidarietà universale che tuttavia è stata messa in discussione negli ultimi anni da una serie di provvedimenti, quali l’istituzione di un ministero per l’identità, il rimpatrio forzato delle comunità rumene e il non rispetto degli accordi di Schengen sulla mobilità degli immigrati, che hanno impresso una radicale sterzata in senso nazionalista alla politica del governo francese. E’ all’interno di queste controverso piano riformistico che si attua la Circulaire Guéant, una circolare sottoscritta dall’omonimo Ministro degli Interni volta a ridefinire le procedure per la concessione di permessi di soggiorno, al fine di ridurre del 10% annuo l’ingresso annuale di circa 200.000 extracomunitari nel paese.

La Circolare – Il provvedimento, approvato dal Ministro del Lavoro francese Xavier Bertrand, mira a destituire la legittima pretesa di studenti non europei a inserirsi nel mercato del lavoro, dopo aver versato per anni rette sostanziose alle principali Grandes écoles francesi, rinomate in tutto il mondo per gli studi economici e ingegneristici. Le procedure di revisione per i  nuovi permessi di soggiorno permettono agli iscritti di conseguire il diploma, ma al contempo li costringe a tornare a casa una volta completato il ciclo di studi. Definito dalla Federazione dei Francesi all’Estero (FFE) del Partito Socialista “un’ingiustizia vergognosa” e “un’aberrazione politica”, la circolare ha attirato su di sé le critiche di tutti gli schieramenti politici, comprese le frange più conservatrici ed ha attivato la mobilitazione preventiva di alcuni paesi come la Cina, la quale ha già avviato delle procedure per escludere candidati francesi a possibili progetti di volontariato e collaborazione internazionale.

Les Indésirables – Dopo gli Indignados, gli Indésirables, un gruppo composto da alcuni dei migliori studenti e laureati francesi che protestano con un cartello attaccato al collo, indicando il numero dei mesi che mancano all’espatrio dalla Francia. Dopo l’approvazione della circolare è nato il Collectif du 31 Mai, appoggiato da eminenti personalità della società e della politica francese, dai rettori di alcuni dei migliori istituti nazionali e i presidenti di alcune aziende come L’Oréal o Ernst&Young. Inoltre 12 organizzazioni quali Unef, CGT, Education sans Frontières, SOS Racisme hanno fustigato categoricamente il provvedimento “indegno”, attivandosi per la creazione di una piattaforma collaborativa comune al fine di ottenerne il ritiro e rivendicando “uguaglianza nel trattamento dei francesi e degli stranieri tanto nello studio quanto nel mondo del lavoro”. Nonostante Laurent Wauquiez abbia assicurato che tutto sarà regolarizzato entro la fine dell’anno, l’intervento del Ministro dell’Insegnamento Superiore non è servito ad abbassare la tensione montante per un provvedimento che discredita profondamente la credibilità della Francia, così come sostenuto da Nabil, giovane studente marocchino laureato presso la Grande école HEC Paris, fondatore di due piccole aziende sul territorio francese e portavoce del Collectif, il cui intervento è stato riportato dalla rivista online Cafebabel:“questa circolare colpisce la nostra dignità. Nuoce alle imprese, agli istituti di formazione e al buon nome della Francia”.

 

Mario Paciolla