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Manovra, dopo l’appoggio i partiti studiano le modifiche

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I partiti e la manovra – Nella giornata di ieri, in cui la manovra è stata firmata dal Capo dello Stato e quindi entrata in vigore, i partiti erano già impegnati a studiare le modifiche da apportare al testo. C’è, infatti, tempo fino a venerdì per presentare gli emendamenti, dopodiché si passerà al voto.
La Lega ha già espresso la sua contrarietà, non solo nei contenuti, ma anche nella forma: “Il decreto è incostituzionale“.
Altro partito contrario è l’Italia dei valori che ha definito inaccettabile “la solita tecnica del ‘ndo cojo cojo“.
Non saremo noi a chiedere la fiducia sulla manovra“, è quanto ha detto ieri Pier Luigi Bersani, ma pare non ci siano alternative. E’ rischioso non porre la fiducia, motivo per il quale il Pd è impegnato in una lunga trattativa con Pdl e Terzo Polo.

Le modifiche – L’obiettivo della trattativa è l’accordo su due modifiche, un aumento della soglia minima oltre la quale scatta il mancato adeguamento all’inflazione delle pensioni e una maggiore detrazione sull’Ici per la prima casa.
Il governo però ha già fatto sapere che modifiche possono essere valutate solo se si trovano altre risorse, motivo per cui i partiti stanno pensando di aumentare la tassazione sui capitali scudati, pari ora all’1,5%, oppure di vendere il patrimonio dello Stato per far cassa.

Matteo Oliviero