Champions League: borghesia alla riscossa

Champions League- Se nella vita di tutti i giorni si afferma che “i soldi non sono tutto”(affermazione che in questo periodo di crisi andrebbe rivista), tali parolenel calcio riscontrano un grande successo. Tutto ciò andrebbe spiegato allo sceicco Mansour che, in quell’afoso 25 agosto, pensava di doversi giocare la leadership del gruppo A insieme al Bayern Monaco, forte dei vari milioni di euro investiti per rinforzare la squadra. Mai il proprietario del Manchester City avrebbe pensato di arrivare terzo nel “girone della morte” alle spalle di un Napoli che, nella gara decisiva contro il Villareal, aveva in campo dieci/undicesimi della squadra dell’anno scorso(Inler “l’intruso”) e che ha costruito una rosa competitiva dilazionando investimenti, non troppo esosi, negli anni.

Piange Manchester- La città di Manchester, che vantava molte speranze di poter portare almeno una delle due sue squadre nella fase finale della Champions League, dovrà ripiegare le mire espansionistiche verso la competizione di “scorta” dell’Europa League. Anche Sir Alex Ferguson, in quel giorno di agosto, pensava di conquistare un’agevole qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, grazie ad un “benevolo” sorteggio che aveva inserito il Manchester United nel gruppo con Benfica, Basilea e Otelul Galati. L’urna di Nyon per i Red Devils, nei fatti, ha avuto un riscontro opposto: il Benfica, dato dai bookmakers come probabile seconda del gruppo C, ha vinto il girone e il sorprendente Basilea, con poche chances di qualificazione sulla carta,  è stato il carnefice della squadra di Wayne Rooney, conquistando la seconda piazza.

Apoel, quarto incomodo- L’Apoel Nicosia è l’esempio eclatante di questa Champions League borghese. Nel gruppo G, con Zenit San Pietroburgo, Shakhtar Donetsk e i campioni della scorsa Europa Legue del Porto, i ciprioti venivano dipinti come la Cenerentola del girone, con la qualificazione agli ottavi che rappresentava una questione riguardante le altre tre contendenti. Il campo, invece, ha regalato all’Apoel il ruolo di quarto incomodo: la squadra di Nicosia ha vinto il suo girone, relegando il Porto alla Champions League e lo Shakhtar, arrivato ai quarti di finale nella scorsa edizione della Champions League, davanti alla tv a causa del deludente quarto posto. Allo stato attuale dei fatti, abbiamo una competizione quanto mai democratica, grazie alla presenza di ben 9 nazioni nell’urna che sorteggerà gli ottavi di finale il 16 dicembre. A questo punto, il dubbio sorge spontaneo: con Bate Borisov e Viktoria Plzen nel girone, che l’impresa sia stata compiuta da Barcellona e Milan?

 

Antonio Pellegrino