Il ritorno con trionfo di Elio Germano

Elio Germano, Teatro. Elio Germano è di certo un attore nel senso vero del termnine. Uno che si immerge nei progetti, li fa suoi, e non rinuncia con essi a tentare di raccontare il tempo presente e più ancora quella macchina infernale e complessa che è l’essere umano. Insomma Elio Germano è oltre che uno dei divi dei nostri giorni, e del nostro cinema, anche una persona, prima che personaggio, di inestimabile coraggio. Ecco allora che non stupisce il fatto che sia tornato sulle scene con un monologo a prima vista impossibile, vale a dire Thom Pain, del newyorkese Will Eno, autore non allineato, e poco glamour, che forse proprio per questo motivo è stato scelta del nostro attore come guida nel suo ennesimo coraggioso esperimento sulle scene.

Thom Pain. Il testo è un monologo apparentemente sconnesso, in grado di creare connessioni di senso improvvise e spiazzamenti altrettanto fatali. Si deve pagare il prezzo dell’abbandono, del lasciarsi guidare dal flusso delle parole, di non seguire una precisa linea narrativa ma accettare il gioco che autore e attore propongono, a partire della scena nuda, resa viva dalla sola presenza di uno straordinario Elio Germano, capace di cambiar pelle, e virare l’atmosfera in sala, e manomettere con la sua voce la temperatura emotiva del pubblico. Thom Pain è un testo che non riconcilia ma lascia il suo mattone nel bagaglio di ogni spettatore. Un testo che solo un uomo, prima che attore coraggioso come Elio Germano poteva proporre. Fino a mercoledì 15 Dicembre, al teatro Quirinetta di Roma

Simone Ranucci