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Messico, i servizi segreti impedirono l’accesso a Saadi Gheddafi

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Messico, sventata fuga Saadi Gheddafi. Prima di trasferirsi in Niger, Saadi Gheddafi aveva scelto il Messico e le sue spiagge dorate come località ideale per il suo buen retiro. La notizia è arrivata direttamente dal paese centro-americano, dove ieri c’è stata una conferenza stampa congiunta di una portavoce dell’intelligence messicana Alejandra Sota, e del ministro degli interni Alejandro Poirè. I due hanno spiegato ai giornalisti il complesso piano messo in atto dal terzogenito del deposto leader libico, ed hanno anche annunciato che sono state fermate 4 persone legate alla seguente operazione, che i media messicani hanno ribattezzato ironicamente Operazione Ospite.

Tra i fermati anche una canadese – La località scelta da Saadi Gheddafi per lasciare la Libia era la Bahia de Banderas di Nayarit, una località molto esclusiva dove spesso passa le vacanze anche Lady Gaga. Non appena le cose in Libia si sono messe male per i Gheddafi, l’ex-giocatore del Perugia avrebbe contattato diversi intermediari canadesi, per iniziare il lungo trasloco in Messico, dove avrebbe assunto il nome falso di Daniel Bejar. Durante l’intervista rilasciata alla stampa, Alejandra Sota ed Alejandro Poirè hanno dichiarato che l’Operazione Ospite si è conclusa il 10 novembre scorso, quando sono stati emessi gli arresti per le 4 persone sospettate di aver aiutato Gheddafi a fuggire in Messico. Tra questi vi sarebbero anche due cittadini messicani ed un danese, che avrebbero acquistato mobili, documenti falsi e che avrebbero messo in piedi una serie di trasferimenti monetari internazionali, finalizzati all’agevolazione dell’arrivo di Saadi Gheddafi a Nayarit.

Simone Lo Iacono