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Calderoli: Berlusconi e la Sindrome di Stoccolma

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La manovra? Roba da psicologo. Ne è convinto il leghista, Roberto Calderoli, che è ieri tornato a sparare a zero sul testo anti-crisi messo a punto dalla squadra di tecnici e sulla proposta di porre la fiducia per consentirne il passaggio in Parlamento. L’ex ministro ha rivolto un ironico ammonimento a Silvio Berlusconi (tra i supporter più convinti della fiducia): “E’ affetto da Sindrome di Stoccolma “, ha tagliato corto.

Lo spettro della fiducia – Il dirigente del Carroccio, Roberto Calderoli, non ha mancato di “colpire” ancora. Interpellato per l’ennesima volta sul decreto che Mario Monti considera indispensabile per salvare l’Italia, l’ex ministro per la Semplificazione ha rinnovato il suo giudizio negativo, promettendo battaglia in Parlamento. Ma a far naufragare i suoi intenti, potrebbe intervenire la fiducia, che il nuovo governo potrebbe porre sul provvedimento per consentire che diventi legge entro la fine dell’anno. Un’idea suggerita da Silvio Berlusconi in persona, consapevole che i punti di discordia tra i partiti (e all’interno di essi) sono talmente tanti che rischiano di frenare l’iter della manovra, acutizzando così la malattia italiana.

La Sindrome del Cavaliere – E proprio di atteggiamento malato ha parlato Roberto Calderoli: “Se Berlusconi e il Pdl chiedono un voto di fiducia per poter votare la manovra – ha osservato il leghista – significa che sono affetti dalla Sindrome di Stoccolma!”. Per il coordinatore delle segreterie della Lega, insomma, gli ex alleati avrebbero finito per cedere al “fascino oscuro” del nuovo esecutivo, arrivando addirittura ad auspicare il celere passaggio della loro sciagurata manovra in Parlamento. Roba da seduta dall’analista!

La democrazia sequestrata – ”Qui non siamo solo davanti ad una questione di numeri e di conti – ha rincarato l’ex responsabile della Semplificazione – ma siamo di fronte a una questione di democrazia. Una democrazia che con la complicità di tutti è stata sequestrata e stiamo pericolosamente scivolando verso un regime”.

Maria Saporito