Cofferati a Bersani: Meno timidezza sulla manovra

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A Sergio Cofferati possono essere riferite almeno tre vite: la prima a capo del sindacato più “rosso” d’Italia (la Cgil), la seconda come sindaco (chiacchierato) di Bologna e la terza all’interno dell’Europarlamento. Un bagaglio di esperienze che permette a Cofferati di analizzare nel dettaglio la situazione attuale, spingendosi a consegnare qualche suggerimento al segretario nazionale del suo partito: “C’è molta incertezza nel Pd e vengono a galla le differenze di orientamento – ha notato – Occorre costruire un orientamento del partito”.

La battaglia e la mediazione – In un’intervista rilasciata ieri a Il Fatto Quotidiano, l’ex sindacalista, Sergio Cofferati, ha fornito la sua istantanea del momento, intrattenendosi su ciò che – a suo avviso – il Pd dovrebbe fare non solo per rendere più digeribile la manovra, ma anche per tutelare la sua immagine presso gli elettori. “Prima si discute e si combatte – ha iniziato l’ex sindaco di Bologna – si rende visibile il proprio dissenso da misure inique e negative per l’economia. Poi, solo alla fine, si prendono le proprie decisioni, accettando le mediazioni possibili”.

Il tradimento di Monti – “I margini per cambiare la manovra in Parlamento, se non ci sono, vanno costruiti – ha continuato l’europarlamentare – Cominciando a dire ad alta voce che questo decreto è pieno di cose sbagliate. Colpire i pensionati non è solo un errore in termini di equità, ma anche in termini di crescita economica. Deprimere la domanda interna di consumi – ha affondato Cofferati – è suicida, in un Paese che è esportatore forte solo in determinati settori. Monti sta tradendo le due parole d’ordine con cui si è presentato: equità e crescita”.

Vai con l’Irpef – Quanto alle cose da fare, il democratico ha dimostrato di avere le idee chiare: “L’indicizzazione va difesa tutta – ha spiegato a proposito delle pensioni – non solo alzando la soglia da mille a 1. 400 euro. Si può invece tornare a intervenire sull’Irpef dei redditi medio-alti, in modo da colpire per quella via le pensioni più alte. I capitali scudati non possono essere tassati solo dell’1,5%, bisogna chiedere a questi esportatori di denaro almeno un altro 5%, che raddoppi la tassa minima richiesta da Tremonti per la regolarizzazione”.

Scarsa attenzione ai sindacati – E sull’atteggiamento di semichiusura ostentato dal nuovo governo nei confronti dei sindacati: “In anni ugualmente difficili come il ’92 e il ’93 – ha ricordato l’ex leader della Cgil – il sindacato svolse un ruolo fondamentale, aiutando il Paese ad affrontare decisioni dolorose. Adesso abbiamo un governo che li convoca di domenica per comunicare decisioni già prese e non negoziabili. Non si può non reagire a questo”.

Maria Saporito