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Deutsche Bank: anarchici italiani rivendicano il pacco bomba

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Dietro al pacco bomba diretto all’amministratore delegato della Deutsche Bank, Joseph Avkermann, ci sarebbe un gruppo di anarchici italiani. E’ questo quanto comunicato dalla polizia tedesca, in merito all’attentato sventato ieri pomeriggio a Francoforte, dove un pacco contenente pezzi di metallo ed esplosivo è stato intercettato prima di essere recapitato ad Avkermann.
La rivendicazione, per mezzo di una lettera, sarebbe stata fatta dalla Federazione anarchica informale (Fai), una formazione descritta dai servizi segreti come una struttura orizzontale, composta da numerosi gruppuscoli a chiara vocazione rivoluzionaria. Non è la prima volta che la sigla Fai compare vicina a episodi terroristici: già nel 2003, il gruppo si rese protagonista dell’invio di pacchi bomba a diversi esponenti dell’Unione europea, tra cui l’allora presidente Romano Prodi.
In quell’occasione la Federazione anarchica informale dichiarò di aver lanciato un attacco contro quegli “apparati di controllo e repressivi, protagonisti della messinscena democratica che saranno figure e istituzioni cardine del nuovo ordine europeo”.

Avkermann – Per quanto riguardo il pacco ad Avkermann, il quotidiano La Repubblica fa notare che il numero uno di Deutsche Bank era stato di recente oggetto delle proteste “del gruppo Occupy: l’amministratore delegato aveva invitato i dimostranti a prendere la parola e il portavoce, mascherato, l’aveva definito come ‘uno tra i manager più spregiudicati del mondo'”.

Simone Olivelli