Manovra: 1300 emendamenti presentati. Bagnasco apre all’Imu per la Chiesa

CONDIVIDI

Manovra 1300 emendamenti – Scadeva oggi il termine per presentare gli emendamenti alla manovra economicasalva Italia”, approvata dal Consiglio dei Ministri e firmata dal Presidente della Repubblica. Gli emendamenti presentati sono circa 1300, a firma soprattutto di Lega e Italia dei Valori.
Dal Pd circa un centinaio di emendamenti. Futuro e Libertà chiede di eliminare il tetto massimo all’imposta di bollo, ridurre poi l’addizionale Irpef regionale e la revisione delle agevolazioni Imu sulle attività commerciali di proprietà di sindacati, chiesa cattolica e altre confessioni religiose.
Ci sono poi emendamenti che riguardano le aste per le frequenze televisive, la razionalizzazione delle province e l’istituzione di un credito d’imposta per gli investimenti privati nella banda larga mobile.
Non manca un tetto a 250 mila euro per il trattamento economico dei dirigenti pubblici, il superamento del monopolio Siae sui diritti.
Dal Pdl arrivano proposte di far pagare l’Ici anche alle parrocchie, agli oratori e agli edifici di culto.

Monti spera in poche modifiche –Sugli emendamenti sia correzioni dell’esistente che aggiunte siamo d’accordo con il governo a non esprimere pareri di nessun genere“, ha ricordato Passera, mentre Monti vorrebbe rimanesse così, si può discutere, ma non molto: “I partiti stanno discutendo, non è ancora il momento in cui posso dire cosa sarebbe accolto o meno, mentre in certe manovre squisitamente finanziarie l’unica cosa che non si può toccare è il saldo, qui la cosa è più complessa e ambiziosa: non si può toccare il saldo né la strutturalità di molti contenuti né la visione nostra, che è responsabilità del governo, di distribuzione dei carichi“.

Bagnasco apre all’Imu – E intanto dopo le polemiche dei giorni scorsi sull’Imu, che secondo molti, dovrebbe essere pagata anche dalla Chiesa, relativa agli immobili commerciali o turistici, oggi sono le parole di Bagnasco ad aprire un lume di speranza: “Se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra.Come è noto la legge prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale dell’attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica. E quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per specifiche attività di carattere sociale, culturale ed educativo. Bisogna aggiungere che laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica un accertamento e la conseguente sanzione, come è giusto per tutti“.

Matteo Oliviero