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Siderurgia: autorità portuali negano lo sbarco a due navi di Vale

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Una delle navi della flotta di Vale (gruppo minerario brasiliano), per il trasporto del minerale di ferro, la Vale Beijing, è quasi affondata nello scalo brasiliano, poiché nello scafo della nave si era aperta una falla. Solo dopo molti tentativi i rimorchiatori l’hanno trainata verso un cantiere, liberando la banchina del porto di Ponta de Madeira e scongiurando il rischio di bloccare un terminal dove transitano il 10% delle esportazioni di ferro del mondo. Questa eventualità avrebbe frenato il declino dei prezzi della materia prima, dal dicembre 2009 con un minimo di 116,90 dollari per tonnellata, c’era stata una ripresa a 140 dollari per tonnellata, ma le prospettive sulla domanda restano deboli a causa di un rallentamento dell’industria siderurgica, che ha coinvolto anche la Cina.

Secondo fonti Reuters, China Steel, la più importante produttrice di acciaio di Taiwan, avrebbe ottenuto da Vale uno sconto del 23%, molte società cinesi avrebbero ottenuto condizioni simili, invece i giapponesi Kobe Steel, Jfe Holdings e Sumitomo Metal Industries, hanno dichiarato che si sarebbero attenute alle formule di prezzo contrattuali.

Vale sta puntando al mercato cinese del settore, che assorbe circa due terzi delle esportazioni mondiali di minerale di ferro. Ha anche progettato di costruire una flotta di navi giganti con l’intento di soddisfare questo mercato, vincendo la concorrenza delle australiane Rio Tinto e Bhp Billiton, in vantaggio poichè più vicine alla Cina. Le Valemax, un’invenzione di Vale, possono trasportare fino a 400 mila tonnellate di ferro, la società brasiliana ne vuole commissionare ben 35, purtroppo le prime due Valemax non sono state fortunate, una, la Vale Beijing, è andata in panne, mentre l’altra, la Vale Brasil, non è riuscita a raggiungere la Cina, poiché le autorità portuali non le hanno permesso lo sbarco.