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800 dipendenti Trenitalia a rischio licenziamento, proteste in tutto il Paese

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Treni soppressi – Sono 800 i dipendenti di Trenitalia che già da domani potrebbero non avere più un posto di lavoro in cui tornare: si tratta del personale impiegato sui treni notturni a lunga percorrenza che verrà licenziato a causa dei pesanti tagli imposti a questo tipo di convogli. La società Ferrovie dello Stato ha infatti ripensato parte della viabilità ferroviaria preferendo imporre il cambio del treno a Roma a tutti coloro che viaggiano su lunghe tratte.

Cambio a Roma – Come era prevedibile, l’annuncio delle soppressioni è stato la miccia che ha acceso le proteste dei dipendenti di Trenitalia un po’ in tutto il Paese. Vincenzo Testa, segretario della Fit Cisl di Messina, ha dichiarato: “E’ assolutamente inaccettabile la soppressione del servizio notte e non è pensabile che un viaggiatore che parte dalla Sicilia, se deve andare al Nord, deve per forza cambiare il treno a Roma. Da un punto di vista occupazionale si dovranno trovare degli ammortizzatori sociali per questi lavoratori”.

Dimostrazioni – I soggetti a rischio licenziamento, appoggiati da numerosi colleghi solidali, alle parole hanno preferito i fatti mettendo in atto azioni dimostrative nelle stazioni di Torino, Milano, Roma, Napoli e Messina: a Milano Centrale e Torino Porta Nuova alcuni dimostranti sono saliti sulle torri faro della stazione mentre altri dipendenti hanno srotolato striscioni con frasi di protesta qualche metro più in basso; a Roma, al grido di “il lavoro non si tocca”, è stata presidiata piazza della Croce Rossa dove si trovano le sedi delle Ferrovie dello Stato e del ministero dei Trasporti; a Messina sono stati occupati alcuni binari che consentivano l’accesso dei treni alla stazione. Sebbene le proteste siano rientrate in poche ore, i dipendenti hanno assicurato che nuove dimostrazioni saranno organizzate nei prossimi giorni.

Irene Lorenzini