Manovra: PdL all’attacco su ICI e pensioni

Alla fine i deputati del Popolo delle Libertà rientreranno nei ranghi della “responsabilità nazionale” e voteranno, a prescindere dall’accoglimento di eventuali correzioni, la manovra scritta da Mario Monti e dalla sua squadra di “tecnici”, ma, alla vigilia della discussione degli emendamenti, il partito dell’ex premier Berlusconi ci tiene a rimarcare le distanze da un pacchetto anticrisi che a tanti, anche nel centrodestra, proprio non va giù.

Frattini: abbiamo chiesto cambiamenti – “E’ una manovra che noi avremmo fatto probabilmente in modo diverso. Non e’ la nostra manovra. – ha spiegato nel pomeriggio l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini – Abbiamo dei punti e dei capitoli su cui in queste ore stiamo chiedendo correzioni. […] Non sembra giusto che il blocco del caro vita si riferisca a pensioni inferiori a mille euro come se si trattasse di ricchi”.
Il PdL si scopre, così, difensore delle pensione e dei pensionati dei ceti medio bassi; un accorgimento che, certo, nasce anche dall’esigenza di limitare l’azione della Lega Nord, che ad oggi risulta essere l’unica forza politica ad opporsi, in Parlamento, ad una manovra osteggiata da ampi strati sociali del nostro Paese. Proprio il Carroccio, intanto, ha presentato alla Camera numerosi emendamenti, fra cui alcuni che prevederebbero di mettere all’asta le frequenze televisive per il digitale terrestre oggi assegnate gratuitamente, come voluto da Silvio Berlusconi.

Quagliarello: sindacati paghino l’IMU – Fra gli emendamenti, su cui domani comincerà il dibattito in Commissione Bilancio e Finanze al fine di poter cominciare le votazioni in aula al più tardi lunedì mattina, spicca anche la richiesta del Popolo delle Libertà di introdurre l’ICI sui beni dei sindacati e delle associazioni.
“Esistono esenzioni fiscali per le attivita’ non lucrative – ha spiegato Gaetano Quagliarello, vicecapogruppo PdL al Senato – di cui beneficiano non solo le confessioni religiose ma ad esempio anche i sindacati e la vasta galassia dell’associazionismo”.
In ogni caso la campagna lanciata sul web, e sostenuta da oltre 80mila persone solo nelle prime 24 ore, per chiedere che anche la Chiesa paghi l’ICI si riferisce a quelli immobili di proprietà del Vaticano che beneficiano delle esenzioni anche se ospitano attività lucrative (come veri e propri alberghi); cosa diversa, dunque, da sindacati e associazioni no profit.

Mattia Nesti