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Detenuto tunisino tenta suicidio in carcere

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Soccorso dagli agenti – E’ in coma all’ospedale di Ferrara il detenuto tunisino che ieri ha tentato di togliersi la vita in carcere. Ad accorgersi di quanto stesse accadendo è stato un agente che, nel tardo pomeriggio di ieri, svolgeva il regolare servizio di sicurezza nella sezione del penitenziario dove si trovava l’uomo. Una volta dato l’allarme, sul posto sono intervenuti immediatamente Paolo Teducci, comandante del reparto della polizia penitenziaria, e Salvatore Conti, vice di quest’ultimo: i tre sono riusciti a tagliare il cappio che cingeva il collo della vittima, constatando con grande sollievo che sebbene incosciente il tunisino era ancora vivo. Si sospetta che il detenuto abbia tentato il gesto estremo perché incapace di sopportare la difficile condizione nella quale era costretto a vivere, infatti, l’uomo aveva varcato da pochissimi giorni le porte del carcere ed era stato assegnato una delle tante celle sovraffollate del reparto “nuovi giunti”. A diffondere la notizia è stato il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) che adesso chiede il conferimento di un onorificienza ai tre agenti intervenuti a soccorso del tunisino.

Carceri sovraffollate – Giovanni Battista Durante, segretario aggiunto del sindacato Sappe ha dichiarato: “E’ sicuramente encomiabile il comportamento della polizia penitenziaria, del comandante, del suo vice e dell’agente, i quali sono riusciti a salvare la vita di un uomo, nella difficile situazione delle carceri, dove regnano il sovraffollamento e la carenza di risorse: uomini, mezzi e soldi. In Italia mancano 6.500 unità di personale (agenti, sovrintendenti, ispettori e commissari) e in Emilia Romagna 650. Ferrara non è esente da tali difficoltà, mancano circa 50 agenti e i detenuti sono 476, a fronte di una capienza di 256 posti“.

Irene Lorenzini