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11 dicembre: la luna, da queste parti, non è quella americana

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Era l’ undici dicembre del 1961 quando gli Stati Uniti divennero parte attiva nella guerra del Vietnam al fianco del governo filo-americano e contro il Fronte di Liberazione Nazionale. Il coinvolgimento degli Stati Uniti in quel conflitto atroce durò a lungo. Non ci fu alcuna vittoria per il governo vietnamita né, quindi, per il suo potente alleato: con la caduta di Saigon nel 1975 il Paese asiatico in questione venne unificato e messo sotto il potere del comunista Hanoi.

Un occhio al cielo e uno alla terra – Gli Stati Uniti, negli anni Sessanta e Settanta, avevano un occhio rivolto verso il cielo ed uno rivolto verso la terra. L’America era già impegnata fino al collo nella guerra del Vietnam quando riuscì a far muovere ad un essere umano i primi passi sulla luna, ed era ancora imperterrita al fianco del governo vietnamita quando l’ultima missione con equipaggio umano del Programma Apollo raggiunse il satellite terrestre. Era l’undici dicembre del 1972. Qui in Europa abbiamo sempre subito il fascino di quel “sogno americano” che non ci è mai appartenuto davvero. L’America dei blue-jeans, l’America della coca-cola, l’America dei chewing-gum…durante il novecento ci siamo spesso voltati a guardare a quel sogno impeccabile che li muoveva quasi in maniera caricaturale, e ci siamo ritrovati anche noi a guardare a quello stesso cielo, che nel corso della storia avevamo conquistato in maniera diversa.

La nostra luna, la loro luna – Pensiamo alla grande America, al suo “american dream”, alle sue montagne di patatine fritte e guardiamo a noi, alla parte occidentale di un’Europa che racchiude sogni molto meno americani, che contiene culture diversissime, che si affaccia su quotidianità assolutamente differenti. Forse qui di andare sulla luna, importava solo fino a un certo punto. Da che mondo è mondo da queste parti a quel faccione sorridente si scrivono poesie, si scrivono canzoni, si incidono album. E non importa se ci mostra sempre la stessa espressione, sempre la stessa porzione di superficie: in Europa la parte oscura della luna l’abbiamo esaurita a sufficienza grazie ai Pink Floyd, e tanto c’è bastato. “Ma l’America è lontana”, diceva Lucio Dalla: “dall’altra parte della luna, che li guarda e anche se ride, a vederla mette quasi paura”. Il fatto è che, forse, da questa parte dell’Oceano Atlantico sarebbe piaciuto a tutti essere un po’ Neil Armstrong, ma siamo quasi sempre stati come quell’Anna e quel Marco che guardavano la luna nella canzone di Lucio Dalla, che non si sognavano nemmeno di calpestarla, ma che immaginavano volentieri di giocarci assieme, come fosse una palla da biliardo.

Martina Cesaretti