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Torino: paura della verginità. Lo stupro era inventato

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Torino – Due gli arresti, un ragazzo di 20 anni e un uomo di 59. Sono questi i primi fermi a seguito della rivolta cittadina scoppiata dopo una denuncia inventata per stupro.

La confessione – Una giovane sedicenne aveva denunciato di essere stata violentata da due stranieri mentre faceva ritorno a casa, appoggiata dalla testimonianza fasulla del fratello. La vicenda aveva indignato i cittadini del quartiere Vallette nella periferia torinese, i quali avevano organizzato una manifestazione pacifica per protestare e dare il proprio sostegno alla presunta vittima. Il corteo aveva riunito più di 500 persone la cui rabbia aumentava di passo in passo, fino a quando un piccolo gruppetto ha deciso di staccarsi dalla via principale andando a distruggere armati di spranghe e accendini, un campo rom abusivo lì vicino. Mentre fuoco e fiamme si alzavano dalle tende nei pressi della cascina Continassa, la ragazzina confessava alle forze dell’ordine di aver inventato tutto.

La paura – Le circa 50 persone straniere che vivevano nel campo, avevano preventivamente lasciato le loro abitazioni, sfuggendo così in modo provvidenziale ad una furia tanto immotivata quanto assurda. La sedicenne aveva infatti consumato un rapporto sessuale nell’estasi del primo amore, salvo poi accorgersi di aver perso la preziosa verginità. Aveva promesso alla nonna di rimanere pura e casta fino al matrimonio. Presa dai sensi di colpa, accompagnata dal fratello, aveva simulato uno stupro. Nonostante la giovane età, andrà incontro ad un processo per simulazione di reato, alla nonna verrà un infarto e ai giovani rom toccherà ricostruire le proprie case.

 

Mario Paciolla