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Afghanistan, Karzai: stranieri alimentano corruzione

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Che l’Afghanistan continui a essere un paese difficile da gestire, con faide intestine che minano ogni tentativo di gestire il potere in maniera autorevole da parte del governo centrale, è una cosa risaputa. Che la presenza militare straniera – su tutte quella statunitense – lasci più perplessità che conferme sulla sua supposta utilità, è un altro argomento di discussione.
Che la stessa presenza straniera potesse avere un ruolo specifico nel favorire la corruzione è, invece, un’accusa specifica, che rischia di gettare nella confusione tutti coloro che credono alla gratuità delle missioni di pace.
Il tutto, poi, diventa ancora più pregnante se a fare tale dichiarazione non è un cittadino qualunque ma il presidente dell’Afghanistan, Hamid Karzai.

Pressioni – Karzai nel corso di una conferenza sul tema della corruzione si è lasciato andare a una precisa considerazione: “E’ un fatto che gli afghani siano coinvolti nella corruzione, ma anche gli stranieri, in particolare su alcuni contratti – ha dichiarato Karzai – Abbiamo arrestato un criminale nella provincia di Herat, ma le forze internazionali volevano liberarlo e non lo abbiamo permesso. Cio’ dimostra che alcuni stranieri sostengono i criminali”.
Il presidente afghano ha poi comunicato il reale numero delle vittime dei due attentati di martedì scorso, quando a essere presa di mira è stata la comunità sciita in festa per la ricorrenza dell’Ashura. Karzai ha detto che i morti sono stati 80 e non 55, come comunicato in prima battuta.

Simone Olivelli